Ride il telelavoro

Comincio a pensare d’inviare il mio curriculum alla DISA (defense information systems agency), gruppo che fa parte del Ministero della Difesa americana. Offrono due o più giorni lavorativi a casa e finanziano la metà dei costi per la banda larga a casa.
Anche gli apparati statali americani si stanno attrezzando al telelavoro. Anche se fa parte del Ministero della Difesa, alla DISA lavorano comunque 5000 civili, che insieme ai circa 1700 militari, possono usufruire del telelavoro.
Insomma il telelavoro, almeno negli altri paesi avanza. L’ultimo studio effettuato da WorldatWork ha fatto emergere che solo negli Stati Uniti, il numero dei telelavoratori è aumentato del 12% rispetto al 2006, arrivando al 42%. Simile discorso anche in Canada, dove il telelavoro è passato dal 25% al 40%.

Le due falle del sistema americano

Questa notte, con la calura non riuscivo a dormire, cosí sono rimasto sul mio balcone con il portatile a leggere un pó.

Mi metto a spulciare sul NYT, e trovo un bellissimo articolo di Deborah Sontag, che riassume i due piú grandi problemi americani, sanitá pubblica e immigrazione clandestina.
Cosa succede quando un immigrato clandestino viene coinvolto in un incidente stradale da un americano ubriaco?

I’ve seen patients bundled onto the plane and out of the country, and once that person is out of sight, he’s out of mind.

Ich bin ein Berliner

Si può dire di tutto, condividere o odiare la sua politica, sicuramente un candidato alla Casa Bianca, anche se si parla di Obama come se fosse già il preseidente degli Stati Uniti, ha carisma da vendere. 200.000 tedeschi si sono fermati per ascoltare il suo discorso.

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Moore appogia Obama

Bella la lettera aperta di Micheal Moore sul perché appoggia Obama.

Friends,

I don’t get to vote for President this primary season. I live in Michigan. The party leaders (both here and in D.C.) couldn’t get their act together, and thus our votes will not be counted.

So, if you live in Pennsylvania, can you do me a favor? Will you please cast my vote — and yours — on Tuesday for Senator Barack Obama?

I haven’t spoken publicly ’til now as to who I would vote for, primarily for two reasons: 1) Who cares?; and 2) I (and most people I know) don’t give a rat’s ass whose name is on the ballot in November, as long as there’s a picture of JFK and FDR riding a donkey at the top of the ballot, and the word “Democratic” next to the candidate’s name.

Seriously, I know so many people who don’t care if the name under the Big “D” is Dancer, Prancer, Clinton or Blitzen. It can be Mickey Mouse, Donald Duck, Barry Obama or the Dalai Lama.

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