Sorpresa, provate un pň www.ie7.com
Navigando sul sito della Microsoft in cerca d’informazioni riguardo il futuro Internet Explorer, mi è venuto in mente che forse sotto il dominio www.ie7.com sarei riuscito a trovare qualcosa in più.
Per mia sorpresa mi trovo invece davanti ad un grosso logo Firefox che a sua volta linka direttamente al sito mozilla.com.
Safari su Windows

Apple Webkit Rendering Engine su Windows?
Tra poco sarĂ possibile, grazie a Swift, un browser che gira sul sistema operativo Microsoft ma che utilizza il motore rendering Webkit.
Ho scaricato Swift per testarlo, ma purtroppo la stabilità del programma è, allo stato attuale, pessima. In ogni caso le funzioni utilizzabili sono quelle generiche e di base che si trovano in ogni browser.
Swift offre lÂ’oramai diffuso sistema di navigazione attraverso i registri (tabs) e cosa singolare, inserisce un campo per la ricerca su Google allÂ’interno dÂ’ogni singolo registro.
Il menu “Tools” è al momento completamente vuoto, come non esiste al momento nessuna possibilità di configurazione personale del browser.
Swift utilizza il motore rendering Webkit della Apple, lo stesso utilizzato con Safari. Webkit si basa sulle biblioteche KHTML del Konqueror (KDE).
Al momento qualsiasi indicazione riguardo a Swift risulterebbe inappropriata visto il suo stadio alpha, in ogni caso se qualcuno volesse ugualmente provarlo, può scaricare la versione 0.1 direttamente dal sito ufficiale (15,5 MB)
Site of the day: www.ie7.com
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http://www.ie7.com/
Flock Beta. Provato! (1a parte)
Dopo un lungo periodo d’attesa, finalmente è stata rilasciata la prima versione pubblica e beta del browser Web 2.0 Flock, che io ho prontamente scaricato e installato.
Flock nasce come offspin di Firefox e con una serie dÂ’interessanti caratteristiche che dovrebbero rendere il browser ideale per chi lavora quotidianamente con i blog, Flickr & Co.
Le mie impressioni iniziali sono positive, chi utilizza Firefox si trova immediatamente a proprio agio, poiché tutte le funzionalità si trovano esattamente nello stesso posto, anche se con qualche leggera differenza.

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Qua le due navigazioni principali a confronto. Come appunto dicevo, Flock rispecchia quasi 1:1 l’interfaccia grafica di Firefox, la prima differenza si trova però nei nuovi bottoni dopo quello della “Homepage”.
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Premendo il secondo pulsante si apre una finestra che corre lungo il browser e che permette la navigazione allÂ’interno di Flickr. E’ però necessario inserire i dati del proprio account Flickr, azione che si risolve comunque in maniera semplice e veloce.
Questo sistema di navigazione è estremamente pratica, soprattutto quando si creano degli articoli per il proprio blog e si ha bisogno d’inserire delle foto dal server Flickr.
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Altra interessante funzionalità viene offerta ciccando sul bottone “Blog”.

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Come si può vedere dall’immagine ingrandita, dopo aver cliccato, si apre allÂ’interno del browser una “sidebar” che mostra i feed abbonati. Nulla di nuovo, che usa Bloglines si ritrova con un sistema ed un concetto di organizzazione dei feed familiare. Dopo aver selezionato il feed desiderato, allÂ’interno vengono mostrati gli articoli correlati. La disposizione dei contenuti è ben strutturata, si ha inoltre la possibilitĂ di modificare diverse opzioni di visualizzazione degli articoli. Per esempio è possibile far visualizzare solamente articoli nuovi, salvati o giĂ visualizzati oppure modificale il layout della pagina di visualizzazione, affinchĂ© gli articli vengano visualizzati su una singola o doppia colonna.

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Gli stessi articoli dispongono di due utili funzioni, la prima da la possibilitĂ di salvare lÂ’articolo allÂ’interno di un contenitore personale, che permette di richiamare lo stesso articolo in seguito, la seconda possibilitĂ di postare lÂ’articolo allÂ’interno del proprio blog.

Chiaramente è possibile modificare lo stesso articolo all’interno di un box WYSIWYG, lo stesso dalla quale sto scrivendo questo articolo.

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La storia si ripete. Google VS Microsoft
Internet Explorer 7 è ancora in fase beta, eppure comincia a far discutere. IE7 conterrĂ una “searchbar”, che sarĂ inizialmente predisposta per la ricerca su MSN.
Chi potrebbe lamentarsi di questo? Google, che si rivolge addirittura alla giustizia americana. Il motivo è sempre lo stesso, che già conosciamo da anni.
Google denuncia lÂ’uso scorretto della posizione monopolistica Microsoft. Il tutto si può riassumere attraverso alcune dichiarazioni rilasciate al New York Times (registrazione necessaria), da parte di Marissa Meyer, vice presidente di Google: “Il mercato favorisce le scelte aperte e le aziende dovrebbero competere basandosi sui loro utenti e sulla qualitĂ dei servizi. Noi non pensiamo che sia corretto che la Microsoft preimposti MSN. Noi crediamo che dovrebbero essere gli utenti a scegliere“.
Il discorso è corretto, ma ho seri dubbi sulla correttezza di Google. Basta ricordare che alcune settimane fa Google ha concluso un accordo con Firefox per integrare la sua ricerca nell’omonimo browser.
Anche Opera utilizzo di default Google come motore di ricerca.
E l’affare con DELL? Ce lo siamo scordati? Google pagò 1 miliardo di dollari affinché sui computer DELL venissero preinstallate Google Toolbar e Desktopsearch.
Insomma le campagne marketing per spingere la diffusione della Google Toolbar sono state notevolmente aggressive.
Inoltre non capisco perché Google inizi a muoversi proprio adesso utilizzando queste argomentazioni. Sono anni che Internet Explorer 6 devia le ricerche internet direttamente su MSN, anche se manca un vero e proprio campo per la ricerca, il risultato rimane lo stesso. Devo quindi intendere che si ha realmente paura di IE7 e che forse riuscirà a riprendersi le quote di mercato perse in questi anni.
Ricordo ancora bene le lotte giudiziarie degli anni 90 con Netscape.
Allora il verdetto andò a favore di Netscape e fu incolpata la Microsoft di utilizzare in modo scorretto il suo monopolio, creato con il sistema operativo Windows, per favoreggiare l’utilizzo d’Internet Explorer.
Oggi la Microsoft si comporta di conseguenza, respingendo tutte le accuse. Dean Hachamovitch, manager Microsoft, sempre attraverso il NYT dice: “Nonostante gli avvenimenti avvenuti in passato, il nostro principio fondamentale è sempre stato quello di dare il controllo all’utente”.
Secondo la Microsoft, gli utenti potranno cambiare le impostazioni solo con quatto “click”. Ecco quindi Google contraddire, dichiarando che non tutti gli utenti sono in grado di poter cambiare queste impostazioni.
Prevedo quindi grosse battaglie, a colpi di click. Quanti click occorrono per cambiare la pagina iniziale del browser? Uno o due? Ma l’utente è in grado di fare questa operazione? No siamo tutti stupidi, abbiamo bisogno del call center per cambiare il motore di ricerca.
Mi sento anche io stupido nel ricordare che il successo di un servizio dipende sempre e solo dalla qualitĂ dello stesso. Non mi sembra che Google abbia bisogno dÂ’utilizzare questi stupidi argomenti, che secondo me provocano esattamente lÂ’opposto di quello che si vuole raggiungere.



