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G:/. Google GDrive

La settimana scorsa Eric Schmidt, CEO di Google, ha mostrato una presentazione aziendale (PDF da 10,8 MB) agli analisti economici di Wall Street. Questa presentazione ha dato il via a tutta una serie di speculazioni riguardo ad un certo “Storage Center Google”.
Sinceramente un “GDrive”, una periferica online G:, non mi sembra così improbabile, anzi sono proprio sicuro che questa sarà  una delle prossime mosse di Google.
Le visioni di Eric Schmidt, descritti su alcuni documenti powerpoint, purtroppo difficilmente reperibili online, ma in parte ancora leggibili sulle pagine di Greg Linden, vanno verso un completo utilizzo di spazio online da parte degli utenti, per poterne disporre sempre e ovunque.
Eric Schmidt vede addirittura la versione locale di un file come una semplice cache.

La curiosità  é tanta. Google aveva già  sorpreso con l’introduzione del servizio GMail. Bisogna però ricordare che la vera novità  di questo sistema, é stata solo ed esclusivamente quella dell’introduzione del gigabyte di spazio. Con lo Storage Center, ci troviamo davanti a qualcosa di differente e molti più complesso.

Google Finance

Loren Baker, del searchenginejournal, riporta alcune informazioni che riguardano l’uscita di un nuovo prodotto di Google, ovvero Google Finance. Il dubbio é nato osservando questo referer: http://google.com/finance?q=goog&btng=search+finance0.
frontend.sfe.scrooge.dc.borg.google.com:31853

Per logica, un sistema del genere avrebbe sicuramente senso, basti pensare che se si cercano in Google i codici delle aziende quotate in borsa, la maggior parte delle volte si viene trasportati su Yahoo Finance.
Provate a cercare “goog“, il codice di Google e ciccate quindi sul primo link. Dove andate a finire?

Google Trusted Tester

Garett Rogers, della ZDNet, ha scoperto come funzionano i test dei nuovi servizi beta di Google. Il sistema é semplice: un dipendente Google ha la possibilità  d’invitare un amico o un parente per testare nuove funzionalità  o sistemi non ancora pubblici.
Google sfrutta completamente la sua immagine, utilizzando lo stesso concetto già  conosciuto per GMail.
In questo modo Google riesce ad ottenere dei feedback relativamente seri senza sborsare una lira.

Google ritrova BMW

Google BMW

Come già  riportato alcuni giorni fa, Google aveva eliminato le pagine tedesche della BMW, che aveva inserito delle doorways per migliorare il ranking all’interno del motore di ricerca.
Oggi siamo alla fine di questa vicenda, la BMW ha rimesso a posto il suo sito, eliminando le parti critiche e Google ha reinserito il tutto nel suo database.
Stesso discorso anche per la Ricoh, che come BMW, era stata prima eliminata e ora reinserita nell’indice.
Matt Cutts rimane in ogni modo critico e conferma la linea dura di Google verso tutti i siti che utilizzano sistemi “truffaldini” per aumentare il ranking. Se fino a pochi giorni fa questi controlli erano effettuati esclusivamente su siti in lingua inglese, adesso verranno fatti anche per il tedesco, il francese, lo spagnolo, il giapponese, il cinese, il coreano, l’olandese, il russo e il polacco.
Per eliminare qualsiasi dubbio, Matt Cutts ha tradotto le Google Quality Guidelines in tutti i linguaggi sopra menzionati, così nessuno potrà  più dire “Io non lo sapevo”.

Aggiungo un dettaglio interessante. BMW ha in parte approfittato di tutta questa discussione. Osservando i dati bmw.de su Alexa.com (il tutto con le dovute riserve), possiamo vedere come il traffico verso il sito tedesco, sia esploso durante gli ultimi giorni.

BMW Traffic

Google, Nvidia e VW continuano la loro opera.

Google VW Nvidia GPS

Come già  annunciato alcuni giorni fa, Google, Volkswagen e Nvidia stanno lavorando ad un sistema di navigazione GPS, basato sulla tecnologia utilizzata da Google Earth.
L’Electronic Research Laboratory (ERL), ovvero il laboratorio di ricerca Volkswagen di Palo Alto, mostra ora il primo prototipo del sistema. Il tutto sembra pensato non solo per il guidatore ma anche per il passeggero, che con le immagini satellitari, riesce anche a rendersi conto della zone circostanti, pensate per esempio ad una escursione nel Grand Canyon con questo GPS.
Questo prototipo dispone di un touch screen integrato all’interfaccia di Google Earth. La rotta desiderata, ristoranti, distributori di carburante, concessionari VW e altri punti d’interesse sono mostrati in formato tridimensionale.

Per farvi un idea di questo prototipo, sono state rilasciate alcune immagini sul sito della ERL (registrazione obbligatoria).