Microsoft Photosynth trasforma foto in ambienti 3d navigabili

Il dipartimento di ricerca della Microsoft, il Live Labs, ha presentato al Siggraph 2006 un sistema dÂ’analisi fotografica, denominato Photosynth, in grado di sintetizzare un ambiente tridimensionale da singole foto.
Il programma, sviluppato insieme a dei ricercatori dell’università di Washington, cerca di riconoscere le differenti angolazioni delle foto scattate per poter poi riordinare il tutto sotto giuste perspettive.
La demo presentata è disponibile al sito dell’università di Washington (una Java-Applet) e mostra (in parte interattivamente) il funzionamento di questo software su diverse foto scatta alla Fontana di Trevi.
Sul sito della Microsoft Live Labs sono inoltre disponibili due video, il primo presenta i concetti che stanno dietro a questo applicativo, il secondo mostra invece l’applicazione al lavoro con fotografie di piazza S.Pietro.
Buon compleanno. L’hard disk compie 50 anni
Anche se per molti l’avvento dell’era digitale è caratterizzata dalla scoperta del microchip, l’hard disk è stato elemento fondamentale per lo sviluppo dei personal computer.
50 anni fa, nel 1956, lÂ’IBM mise in moto il primo hard disk, grosso come una utilitaria dell’epoca (forse anche di più) ma altrettanto lento e con una capacità tale da consentire il salvataggio di un file mp3.
Questo hard disk costava all’epoca la bellezza di 250.000$ e pesava più o meno una tonnellata.
Il principio di funzionamento da allora è rimasto pressoché invariato, anche il primo hard disk consisteva di un disco rivestito da materiale ferromagnetico, anche se questo era più grosso di una pizza e per permetterne il giusto raffreddamento bisognava continuamente spegnere ed accendere il tutto. Certamente i compressori responsabili al raffreddamento erano leggermente più grosse delle ventole “papst” inserite nei nostri case e producevano un rumore infernale.
La tecnologia in questi anni è andato avanti, ma come già detto, il funzionamento è rimasto inalterato. Sono cambiate le dimensioni, le velocità e le capacità . Oggi si va in giro con un iPod che al suo interno contiene un gioiellino da 30 GB, silenzioso e veloce.
Pochi ci pensano ma l’hard disk, disco rigido o disco fisso, chiamatelo un po’ come volete, proprio insieme al microprocessore, ha cambiato le abitudini delle persone, ma soprattutto ha alterato i principi dell’economia multimediale, inserendo il problema della pirateria tra i primi mali da combattere da parte delle major musicali e cinematografiche. Un file prima di passare su un formato “portatile”, come CD o DVD, per forza di cose deve passare dal nostro disco rigido.
In ogni caso, buon compleanno HD.
Le start-up web 2.0 nel mondo

Grazie a Basic Thinking ho trovato due interessanti mappe che mostrano le più giovani start-up nel mondo. Potete andare a guardare il tutto sul magazine online Business 2.0 (pagina 108), leggendovi anche l’articolo correlato, oppure cliccare direttamente sui link qua sotto.
-> Europa
-> Resto del mondo
Gliffy - Visio Online (parte 1a)

Una nuova applicazione entra a far parte del mondo Web 2.0. Si tratta di Gliffy, un servizio online che permette la creazione di diagrammi e slide in tipico stile Visio.
Gliffy è stato scritto con OpenLaszlo, sistema che permette l’eseguimento sotto forma d’applicazione Flash all’interno del browser.
Attraverso lÂ’utilizzo di Gliffy, gli utenti possono:
- Creare diagrammi online
- Salvare i diagrammi uno spazio protetto dal login
- Condividere ed elaborare progetti insieme con altri utenti
- Inserire i diagrammi creati allÂ’interno del proprio sito web
- Esportare i diagrammi in formato SVG
In classico stile Web 2.0, Gliffy si presenta al pubblico in versione beta e durante questo periodo il sistema sarà gratuito.Superata questa fase sarà introdotta una versione a pagamento con maggiori funzionalità .
Per utilizzare Gliffy e condividere i propri file con altri utenti è necessaria la registrazione di pochi dati.

Subito dopo si può procedure al login e quindi iniziare a lavorare con Gliffy, la prima schermata che appare permette infatti di creare un nuovo documento.

Ora inizio a confrontarmi realmente con lÂ’interfaccia grafica di Gliffy, che riprende gli elementi principali di Visio.
La GUI è divisa in tre sezioni:
- a sinistra si trovano i simboli raggruppati per categoria
- al centro il vero posto di lavoro
- a destra sono invece visualizzate le proprietà del documento o degli oggetti utilizzati.
I gruppi di simboli alla sinistra del programma sono così definiti:
- Flow Chart (per la visualizzazione dei processi)
- Network (per la creazione di tipologie di rete)
- User Interface (per le interfacce dÂ’utenza)
- Floorplan (per disposizioni architetturali)
- Basic Shapes (forme di base)
La creazione dei diagrammi è veramente semplice, basta semplicemente cliccare e trascinare le icone desiderate all’interno del foglio di lavoro. Dopo quest’operazione è possibile ridimensionare, ruotare o spostare l’icona come desiderato. Anche le classiche funzionalità “ctrl+c” (copia) e “ctrl+v” (incolla) sono perfettamente funzionanti.

Gliffy offre inoltre la possibilità di colorare ed etichettare i differenti simboli.

La creazione dei collegamenti tra le diverse icone si esegue tramite il “Connector Tool”. Basta selezionare questa funzionalità , selezionare un punto d’ancoraggio e “tirare” una linea fino al successivo punto desiderato.

La Francia continua il suo attacco sul web e lancia Geoportail (3)
Dopo una lunga pausa, causata da differenti motivi, rieccomi “Back in Action”.
Tornato a casa dopo questo periodo dÂ’assenza, sono andato a controllare nuovamente se il portale geografico francese “Geoportail” fosse nuovamente disponibile.
Per chi non lo sapesse, dopo un blasonato lancio in rete, presentato addirittura dal presidente francese Chirac, il sito a causa del forte numero d’accessi, è rimasto per giorni irraggiungibile.
Geoportail è stato presentato come una sorta d’applicazione killer nei confronti del più famoso Google Maps. La qualità delle immagini dovrebbe essere superiore e anche la navigazione delle cartine di semplice utilizzo.
Sono andato a controllare per verificare il tutto e sono rimasto completamente deluso.
Le performance del sistema sono ora più che accettabili ma nel suo complesso il risultato finale è incomparabile con Google Maps per quantità e qualità dei servizi offerti.
La qualità delle immagini è distante anni luce rispetto a Google Maps. Ecco alcuni esempi, a voi il giudizio.
La prima immagine mostra una foto aerea (1:400000) del fiume Senna e di Parigi. Già con questa prima immagine si nota come le immaggini di Geoportail risultino più “sporche”, risulta infatti difficile localizzare la città di Parigi, cosa che invece con Google avviene tranquillamente.

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Ma iniziamo ad avvinarci alla città . Come primo spunto per la comparazione ho deciso di prendere Place de la Concorde da diverse altitudini.
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Ora passiamo allo zoom massimo consentito da Geoportail, dove non rimane che una foto sfocata mentre su Google sono ben visibili molti dettagli.
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Il livello d’ingrandimento di Google Maps è maggiore rispetto a Geoportail, senza comunque perdere in qualità . Osservando l’immagine qua sotto, vedrete che si riesce a distinguire se le automobiili hanno il tetto apribile oppure no, l’ombra dell’obelisco e in parte anche quello delle persone presenti.

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La seguente immagine mostra bene le differenze visive dei due sistemi. Se da una parte Google riesce a visualizzare bene anche i dettagli dell’Arco di Trionfo nella Place de l’Étoile, Geoportail mostra semplicemente un cubo bianco all’interno di una rotatoria.
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Come ultima immagine comparativa non poteva mancare la Tour Eiffel
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In conclusione penso di poter tranquillamente affermare che i due sistemi non sono assolutamente paragonabili. Non si tratta solamente della qualità delle immagini, ma anche dell’interfaccia d’utilizzo dei due sistemi, di cui mi occuperò a parte. Insomma Google Maps rimane al momento insuperato.
Geoportail rimane comunque un punto di partenza, anche se con i limiti di un progetto che vive di finanziamenti statali.








