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	<title>M&#124;M&#124;ITag Archive for &quot;Internet&quot; - M|M|I</title>
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		<title>La rete in Europa</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 22:19:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Edgar]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si potrebbero aggiungere tante parole e discorsi a questa mappa, ma non ho voglia, quindi andate a sfogliarvela su Owni.fr.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://owni.fr/2011/05/25/carte-internet-europe-regulation-filtrage-copyright-droit-liberte-utilisateurs/"><img class="size-medium wp-image-1979 alignnone" title="owni_internet_map" src="http://mmi.medianima.com/wp-content/uploads/2011/05/owni_internet_map-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a></p>
<p>Si potrebbero aggiungere tante parole e discorsi a questa mappa, ma non ho voglia, quindi andate a sfogliarvela su <a href="http://owni.fr/2011/05/25/carte-internet-europe-regulation-filtrage-copyright-droit-liberte-utilisateurs/" target="_blank">Owni.fr</a>.</p>
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		<title>Google Wave</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 23:05:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Edgar]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da alcuni giorni sono entrato in possesso di un conto su Google Wave, uno dei progetti più chiacchierati in questi mesi sulla rete. Le ambizioni Google con questo sistema sono molto alte, compresa l&#8217;eliminazione futura dell&#8217;onnipresente email. Cercare di definire Google Wave non é semplice. Non é un servizio di posta elettronica, non é una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1769" title="wave" src="http://mmi.medianima.com/wp-content/uploads/2009/11/wave.jpg" alt="wave" width="122" height="98" /></p>
<p>Da alcuni giorni sono entrato in possesso di un conto su <a title="https://wave.google.com" href="https://wave.google.com" target="_blank">Google Wave</a>, uno dei progetti più chiacchierati in questi mesi sulla rete. Le ambizioni Google con questo sistema sono molto alte, compresa l&#8217;eliminazione futura dell&#8217;onnipresente email.<span id="more-1768"></span></p>
<p>Cercare di definire Google Wave non é semplice. Non é un servizio di posta elettronica, non é una chat, non é neanche un sistema Wiki o un Messenger. Wave include al suo interno un po&#8217; di tutti gli elementi citati, un mix dei più diffusi sistemi di comunicazione internet.</p>
<p>Inizialmente dentro Wave mi sono sentito un po&#8217; spaesato, non sono riuscito a capire immediatamente quello che potevo fare. Avevo la fortuna di avere tra i miei contatti la persona che mi aveva inviato l&#8217;invito, avrei potuto creare una nuova wave, se solo avessi saputo cosa scrivere.</p>
<p>Girando in rete ho scoperto che usando come ricerca &#8220;with:public&#8221; si accede a tutta una serie di waves pubbliche. Solo dopo esser entrato dentro una di queste wave pubbliche ho capito che wave é in grado di gestire centinaia di post su un singolo tema. Insomma mi sono ritrovato con un retrogusto di usenet, solo molto più multimediale e web 2.0.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1770" title="wave2" src="http://mmi.medianima.com/wp-content/uploads/2009/11/wave2.jpg" alt="wave2" width="490" height="343" /></p>
<p>Per quel che ho potuto osservare in questo pochi giorni d&#8217;utilizzo, posso realmente definire Google Wave come un prodotto innovativo, che sicuramente deve ancora essere messo a puntino, ma si parlando ancora di una versione &#8220;preview&#8221;, in altre parole la beta della beta.</p>
<p>Per terminare, con la futura apertura delle API di Wave, prevedo integrazioni con i vari servizi di Micro Blogging tipo Twitter, ma anche con i più diffusi social network, senza dimenticare tutti i vari servizi Google come Gmail o Reader. Insomma Google Wave ha veramente tutte le caratteristiche per diventare un serio blockbuster della comunicazione.</p>
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		<title>Il delirio teutonico</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 22:11:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Edgar]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politicamente rete]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteca nazionale]]></category>
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		<description><![CDATA[Il mio caro amico teutonico Martin mi fa notare quello che da oggi tutti i proprietari di siti internet dovranno fare in Germania. Per legge, a partire da oggi, la stragrande maggioranza dei contenuti sulla rete dovranno essere depositati presso la Deutschen Nationalbibliothek (la biblioteca nazionale) in comodissimi file PDF, o se avete piàº pagine [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il mio caro amico teutonico <a title="http://www.gedankenvoll.de/2008/10/23/der-bullshit-des-tages/#comment-441" href="http://www.gedankenvoll.de/2008/10/23/der-bullshit-des-tages/#comment-441" target="_blank">Martin</a> mi fa <a title="http://www.spiegel.de/netzwelt/web/0,1518,586036,00.html" href="http://www.spiegel.de/netzwelt/web/0,1518,586036,00.html" target="_blank">notare</a> quello che da oggi tutti i proprietari di siti internet dovranno fare in Germania.<br />
Per legge, a partire da oggi, la stragrande maggioranza dei contenuti sulla rete dovranno essere depositati presso la Deutschen Nationalbibliothek (la biblioteca nazionale) in comodissimi file PDF, o se avete piàº pagine o contenuti, ancheÂ <strong></strong>in file zippati.</p>
<p>Non é uno scherzo d&#8217;aprile anticipato, la legge esiste ed à© <a title="http://www.bgblportal.de/BGBL/bgbl1f/bgbl108s2013.pdf" href="http://www.bgblportal.de/BGBL/bgbl1f/bgbl108s2013.pdf" target="_blank">scaricabile dalla rete</a>. Il tutto à© passato un pà³ sottobanco, ma questa legge é in discussione dallo scorso anno e oggi entra in vigore. Nel 2007 si é calcolato un costo di circa 115.000 euro all&#8217;anno per ogni azienda che dovrà mettersi a fare queste operazioni. Da chiarire il funzionamento verso il privato cittadino perchà© la legge é un pà³ macchinosa, ma pare che anche i possessori di blog dovranno seguire per filo questa legge.</p>
<p>Come ogni legge, anche questa ha i suoi costi se non rispettata, infatti chi non esegue quello che viene ordinato, dopo i primi avvisi si vedrà arrivare una multa fino a 10.000 euro.</p>
<p>Chiaramente viene da chiedersi che cosa succederebbe se da domani mattina, milioni di persone, si riversassero all&#8217;interno della biblioteca a depositare file PDF. Infatti la stessa biblioteca si dichiara non attrezzata per far fronte a una tale simile massa di dati.</p>
<p>Mi chiedo comunque quale povero idiota possa aver ideato una tale idea. Come al solito ci ritroviamo davanti a persone e politici che devono gestire uno stato troppo avanti per le loro competenze. Oramai il problema dell&#8217;incompetenza politica e della rete si é diffusa in tutto Europa, forse é un virus.<br />
Bisogna veramente ragionare sul fatto che qualcuno si sia seduto ad una scrivania per pensare questa porcata, una cosa che tutti noi prenderemmo a ridere come fosse una barzelletta, ma che invece é demenza reale.</p>
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		<title>Uno su dieci? Yes we can.</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 10:51:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Edgar]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Jerry Yang dopo aver annunciato la trimestrale di Yahoo, subito dopo pranzo, che la gente ha ancora lo stomaco pieno e non riflette bene, ha scritto una bella email ai suoi &#8220;Yahoo&#8217;ers&#8221;. Se volete potete leggere la mail completa cliccando su &#8220;read more&#8221; piàº sotto, altrimenti il riassunto di tutto à© che bisogna risparmiare 400 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="__ss_677536" style="width: 425px; text-align: left;"><a style="font:14px Helvetica,Arial,Sans-serif;display:block;margin:12px 0 3px 0;text-decoration:underline;" title="Yahoo 3q08earningspreso Updated" href="http://www.slideshare.net/gueste3e4f5/yahoo-3q08earningspreso-updated-presentation?type=powerpoint"></a><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=yahoo3q08earningspresoupdated-1224624796019176-8&amp;stripped_title=yahoo-3q08earningspreso-updated-presentation" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=yahoo3q08earningspresoupdated-1224624796019176-8&amp;stripped_title=yahoo-3q08earningspreso-updated-presentation" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<p>Jerry Yang dopo aver <a title="http://www.techcrunch.com/2008/10/21/yahoo-to-cut-headcount-at-least-10-percent-possibly-more-to-come-next-year/" href="http://www.techcrunch.com/2008/10/21/yahoo-to-cut-headcount-at-least-10-percent-possibly-more-to-come-next-year/" target="_blank">annunciato</a> la trimestrale di Yahoo, subito dopo pranzo, che la gente ha ancora lo stomaco pieno e non riflette bene, ha scritto una bella email ai suoi &#8220;Yahoo&#8217;ers&#8221;. Se volete potete leggere la <a title="http://mmi.medianima.com/2008/10/23/uno-si-dieci-yes-we-can/#more-1444" href="http://mmi.medianima.com/2008/10/23/uno-si-dieci-yes-we-can/#more-1444">mail completa</a> cliccando su &#8220;read more&#8221; piàº sotto, altrimenti il riassunto di tutto à© che bisogna risparmiare 400 milioni di dollari l&#8217;anno quindi si lascia a casa il 10% del personale.<span id="more-1444"></span></p>
<blockquote><p>From: Jerry Yang [mailto:jerry@yahoo-inc.com]<br />
Sent: Tuesday, October 21, 2008 2:20 PM<br />
To: all-worldwide@yahoo-inc.com<br />
Subject: update</p>
<p>yahoos,</p>
<p>i feel it&#8217;s important for me to reach out to you after our earnings announcement, and before our all hands meeting tomorrow.</p>
<p>we as a company have been through a tremendously challenging year; and managing the increasingly turbulent global advertising climate has been an important focus for the last three months.</p>
<p>throughout the first three quarters of 2008, we have been balancing between investing in our top priorities, and managing our cost structure. beginning in september, with the help of Bain &amp; Co., we initiated a series of steps to determine how we can become more efficient and productive as an organization.</p>
<p>we heard from you through the YEES survey, and through your suggestions on backyard, and we&#8217;ve identified many areas that we all feel we can improve upon. our productivity efforts, based in part on what we heard from you, will involve initiatives such as streamlining our organizational structure through reducing layers and increasing spans of control, and eliminating redundancies. longer term structural efficiencies include consolidating facilities, improving procurement, and standardizing our global technology platforms.</p>
<p>today as part of our q3 earnings release, we said that our goal is to reduce our current annualized cost run rate of roughly $3.9 billion by more than $400 million before the end of 2008. we are targeting non-headcount expenses wherever possible, such as facilities and outside services. however, because compensation expenses are the single largest part of our costs, we anticipate a reduction of at least 10% of our global workforce by year-end.</p>
<p>affected employees will be notified of layoffs in the next several weeks. we understand that hearing this news now creates uncertainty, but we are moving ahead in a way that balances speed with a clear focus on accomplishing what is necessary to set the organization up for long term success. going forward it will continue to be important for us to make the right decisions to keep our business efficient and strong.</p>
<p>having layoffs is very difficult, particularly in light of all we&#8217;ve experienced this year. but we don&#8217;t take these decisions lightly, and are committed to treating affected employees fairly, offering severance and outplacement services.</p>
<p>the steps we are taking are not easy for us as a company, but as we become more fit as an organization, decision-making will be faster and it will be easier for us all to get more done and stay focused on our strategy. these changes will also prepare us to better deal with the macroeconomic downturn. as with previous downturns, yahoo! continues to be a place where consumers turn for information and communications, and is an integral part of their internet day. as the global economy improves in the future, i certainly believe that we will be stronger and benefit from the actions we are taking now.</p>
<p>as always, i thank you for all you do as yahoos.</p>
<p>best,</p>
<p>jerry</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Il colpo di cuil</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 13:10:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Edgar]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Era da tempo che una notizia su un nuovo servizio in rete non generava un tale numero di reazioni. Giusto per fare un riassunto, per quelli che proprio non sono ancora riusciti a sentire neanche una volta la parola Cuil. 1: &#8220;Cuil&#8221;va letto come la parola &#8220;Cool&#8221;, e così va anche interpretato, quindi lasciamo stare [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cuil.com"><img class="alignnone size-full wp-image-1343" title="cuil" src="http://mmi.medianima.com/wp-content/uploads/2008/08/cuil.png" alt="" width="150" height="100" /></a></p>
<p>Era da tempo che una notizia su un nuovo servizio in rete non generava un tale numero di reazioni.<br />
Giusto per fare un riassunto, per quelli che proprio non sono ancora riusciti a sentire neanche una volta la parola <a title="http://www.cuil.com" href="http://www.cuil.com" target="_blank">Cuil</a>.<br />
1: &#8220;Cuil&#8221;va letto come la parola &#8220;Cool&#8221;, e così va anche interpretato, quindi lasciamo stare tutte le battute ed allusioni a fondi schiena virtuali.<br />
2: Cuil é un motore di ricerca, proprio come Google, MSN o Yahoo. Si scrive una parola, si schiaccia il pulsante &#8220;search&#8221; e quindi appaiono i risultati.<br />
3: Cuil non é di Google. Cuil é stato fatto da ex-dipendenti Google.<br />
4: Cuil non é male.</p>
<p>Dette queste poche cose, vorrei aggiungere un paio di riflessioni.<br />
E&#8217; giusto fare paragoni con Google, ma é mai possibile che si debba sempre cercare di trovare la killer app.<br />
Google non ha concorrenti al momento, e probabilmente non ne avrà  per i prossimi anni. La Microsoft ha cercato di comprare Yahoo per poter metter piede all&#8217;interno del mercato pubblicitario internet, praticamente monopolizzato da Google.<br />
Google ha un vantaggio di circa 10 anni, che si traduce in 10 anni di investimenti in ricerca, mentre Cuil é uscito da pochi giorni.<br />
Google ha in mano una quantità  di dati tale da far diventare superflua qualsiasi prova sulla validità dei risultati. Quello che trova Cuil lo trova anche Google.</p>
<p>In piàº c&#8217;é una cosa che Google ha in mano, qualcosa che nessuno possiede. Attorno al suo marchio é stata creata l&#8217;abitudine. Intendo dire che Google, almeno negli Stati Uniti, é diventato un verbo (to Google), le prime pagine che tutti aprono al mattino sul browser é quella di Google. La posta la leggi in Google, i feed vengono letti su Google, le strade le cerchi con Google.<br />
Il motore di ricerca, nonostante sia il maggior fattore d&#8217;introito, é diventato solo un componente necessario a far girare altre decine di applicazioni.<br />
Cuil rimane un buon esempio, nulla di più. Non so perà³ se avere dei dubbi oppure nutrire grande rispetto per le persone che cercano di buttarsi sul mercato dei motori di ricerca.<br />
Si può veramente pensare di poter contrastare Google?<br />
Credo invece in una cosa differente. Il mondo degli affari negli Stati Uniti, é diverso dal nostro. Quando esiste sul mercato qualcosa che nel suo insieme potrebbe dare un 10% di valore in più, lo si compra. Da alcuni mesi Microsoft (e in piccola parte Yahoo) sta attuando una politica d&#8217;acquisizioni molto aggressiva. Agli occhi é certamente arrivata solo la più grossa verso Yahoo, ma ci sono altre piccoli acquisti, come per esempio quello della Fast, azienda specializzata in algoritmi di ricerca semantici.<br />
Ho quindi l&#8217;impressione che esistano oramai delle start-up che tirano fuori un prodotto decente, con una particolarità , una punta di diamante che potrebbe interessare a qualche multinazionale, per farsi quindi poi acquistare, chiudere baracche e burattini, mettere i soldi in valigia e partire per le spiagge messicane.<br />
Ecco Cuil mi sembra proprio una di queste aziende.<br />
Tralasciando questo mio dubbio, considero Cuil un motore di ricerca che con il tempo potrebbe anche arrivare a rosicchiare una piccola fetta di mercato, sempre se riesce ad escogitare un modo per poter prelevare anche una piccola fetta del mercato pubblicitario sulla rete, impresa che sicuramente non risulterà  facile. Mi sono posto una domanda: se io dovessi pubblicizzare la mia azienda, dove andrei a posizionare la mia pubblicità ?</p>
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		<title>Caro amico ti scrivo&#8230;.su Facebook</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jan 2008 01:39:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Edgar]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[E rieccoci qua a riscrivere di old e new media. Il modo migliore per iniziare é cercando di rivedere quello che é successo durante tutto il 2007, l&#8217;anno che secondo me ha consacrato il successo del termine Web 2.0, parola che ha preso il sopravvento su tutto quello che é la rete, portali online, reti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.medianima.com/wp-content/uploads/2008/01/luciodalla-caroamicotiscrivo.jpg" alt="Caro amico ti scrivoâ€¦.su Facebook" /></p>
<p>E rieccoci qua a riscrivere di old e new media.<br />
Il modo migliore per iniziare é cercando di rivedere quello che é successo durante tutto il 2007, l&#8217;anno che secondo me ha consacrato il successo del termine Web 2.0, parola che ha preso il sopravvento su tutto quello che é la rete, portali online, reti sociali e semplici siti web.</p>
<p>Si é spesso parlato di una rete in sostituzione ai classici canali mediatici, come radio e televisione. Si può affermare che il 2007 é stato l&#8217;anno della svolta definitiva, dove radio, televisioni e stampa sono diventate totalmente dipendenti da internet, sia per la ricezione ma soprattutto per la diffusione delle informazioni. Per i media classici la rete é diventata un mezzo insostituibile, ma al tempo stesso un arma a doppio taglio, basta ricordare quello che é avvenuto con il Vaffa-Day di Beppe Grillo. Non é un caso che ci siamo ritrovati davanti a fortissime discussioni sulla censura della rete in Italia e in tutta l&#8217;Europa. Per non parlare poi della censura applicata nel resto del globo, a favore di questo o quel governo, da parte di Google, Yahoo e compagnia bella.<br />
I casi di censura più tristi si sono verificati in Cina, Iran e Birmania, soprattutto a scapito di blogger dissidenti. <a href="http://www.rsf.org" title="www.rsf.org" target="_blank">RSF</a> ha criticato pesantemente l&#8217;attuazione della censura da parte del governo cinese, soprattutto in vista dei prossimi giochi olimpici.<br />
Per quello che riguarda le reti sociali, due sono i servizi esplosi durante il 2007, <a href="http://www.facebook.com" title="www.facebook.com" target="_blank">Facebook</a> e <a href="http://www.myspace.com" title="www.myspace.com" target="_blank">MySpace</a>, che hanno ampliato il loro raggio d&#8217;azione localizzandosi in termini geografici e di linguaggio. Purtroppo parallelamente al loro successo sono avanzate numerose critiche ai due servizi, soprattutto per ciò che riguarda la pedopornografia e lo scorretto utilizzo dei dati personali a fini pubblicitari.</p>
<p>Non é stato solo l&#8217;anno di Facebook. Per la prima volta nella storia informatica ci si é trovati davanti ad un fenomeno di massa in grado di coinvolgere virtualmente milioni di persone. <a href="http://secondlife.com/" title="http://secondlife.com/" target="_blank">Second Life</a> é diventato l&#8217;esempio di come la teoria sui mondi paralleli sia in grado d&#8217;integrarsi perfettamente all&#8217;interno della rete. Ma Second Life, nonostante l&#8217;enorme massa di seguaci, é stato un fenomeno temporaneo, forse la vera ed unica bolla del Web 2.0. Le attese sono state troppo alte e quando le aziende e i partiti politici hanno cominciato ad acquistare terreni virtuali il mondo di Second Life ha cominciato a spopolarsi. Second Life inoltre si é trovata a combattere contro il curioso mondo del copyright virtuale. Per quanto ridicolo, sono decine le aziende che hanno fatto causa alla <a href="http://lindenlab.com/" title="http://lindenlab.com/" target="_blank">Linden Research</a> per motivi di contraffazione virtuale.<br />
Su Second Life le &#8220;Addas&#8221; non vanno bene.<br />
Ma giacchà© siamo in tema di copyright, come non parlare del DRM, la protezione digitale musicale. Il 2007 si é concluso lasciando alle spalle decine di utenti P2P davanti ai giudici e dietro alle sbarre, con migliaia di dollari da pagare alle grandi major. Il discorso però non é ancora terminato e andrà  sicuramente avanti per tutto il 2008 e forse oltre. Apple e Universal Music hanno scosso il mondo della musica annunciando il loro divorzio dal DRM, ma sono ancora tante le aziende che puntano sulla protezione audio e video. Ma il discorso sul DRM non si limita più solo alla pirateria derivata dal P2P, ma anche alla diffusione dei contenuti attraverso portali come <a href="http://www.youtube.com" title="http://www.youtube.com" target="_blank">YouTube</a> o <a href="http://www.DailyMotion.com" title="http://www.DailyMotion.com" target="_blank">DailyMotion</a>, servizi oramai in grado di devastare tutto il mercato audio e video.<br />
Non per ripetermi, ma visto che parliamo di YouTube non possiamo non parlare delle convergenze derivate da questa tecnologia. Esattamente come dicevo all&#8217;inizio, televisioni e stampa sono oramai totalmente dipendenti dalle tecnologie offerte dalla rete, non é infatti un caso che per contrastare la forza di Internet siano stati lanciati servizi praticamente identici. Tutti i più grandi media, Corriere, Repubblica, La Stampa, ma anche Mediaset e Rai, offrono servizi di video streaming sui loro siti, farne a meno significherebbe perdere un treno difficile impossibile da riprendere.<br />
Per concludere posso tranquillamente affermare che il 2007 é stato l&#8217;anno che ha fatto partire il crollo del controllo dell&#8217;informazione. Non basta più ammazzare o corrompere un giornalista, la rete e in grado di deviare il tutto. Non é un caso che proprio nel 2007 si siano battuti tutti i record riguardo alla censura. La rete spaventa chi non la conosce ed é troppo vasta per poter essere controllata. L&#8217;unico modo é proprio quello di staccare la propria nazione da ogni collegamento con l&#8217;esterno. I mezzi sono differenti ma il risultato é lo stesso. La Cina utilizza un mega firewall insieme con uno squadrone di migliaia di cyber-poliziotti, la Birmania e l&#8217;Iran staccano fisicamente i cavi in uscita dal loro paese. Ma la tecnologia avanza e con i sistemi wireless diventa sempre più difficile tenere informazioni e informatori sotto controllo. Speriamo di non vedere battere questo triste record nel 2008.</p>
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		<title>La Russia ha paura della rete</title>
		<link>http://mmi.medianima.com/2007/11/02/la-russia-ha-paura-della-rete/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 10:46:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Edgar]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politicamente rete]]></category>
		<category><![CDATA[Censura]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
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		<description><![CDATA[Internet fa davvero paura, la rete si sta dimostrando il reale nemico da abbattere. Di censura cinese e birmana oramai si sa tanto, ma la Russia come si comporta? I nostri cari amici al Cremino hanno scoperto che la censura si può applicare in diversi modi. Non serve più bloccare le informazioni attraverso enormi proxy [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Internet fa davvero paura, la rete si sta dimostrando il reale nemico da abbattere.<br />
Di censura cinese e birmana oramai si sa tanto, ma la Russia come si comporta?<br />
I nostri cari amici al Cremino hanno scoperto che la censura si può applicare in diversi modi. Non serve più bloccare le informazioni attraverso enormi proxy o con agenti speciali di polizia cybernauta, si agisce diversamente.<br />
Lo stato acquisisce in maniera &#8220;legittima&#8221; grossi portali notiziari, in questo modo l&#8217;inserimento di notizie che non facciano perdere la faccia al governo, diventa semplice ed efficace. Insomma la Russia sta pianificando una sua rete su misura, Internet senza interferenze dal mondo esterno.<br />
Noi oramai siamo abituati a centinaia di conflitti d&#8217;interesse, visto che i nostri media, internet e non, appartengono e sono controllati in maniera indiretta da tutta una serie di personaggi istituzionali. Dobbiamo solo ringraziare la beata ignoranza dei nostri dipendenti, che ancora non sono in grado di distinguere un PC da una macchina da scrivere, se abbiamo ancora una buona dose di libertà  democratica in rete.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2007/10/27/AR2007102701384_pf.html" title="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2007/10/27/AR2007102701384_pf.html" target="_blank">Washington Post</a></p>
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		<title>Fa impressione&#8230;&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Oct 2007 23:12:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Edgar]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Fa pensare...]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
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		<description><![CDATA[Se penso che la rete: &#8230;per me é giornalmente strumento di svago e lavoro &#8230;mi permette di leggere tutto su tutti &#8230;mi offre la possibilità  di cercare lavoro in tutto il mondo &#8230;mi fa comunicare giornalmente anche con le persone più lontane &#8230;mi permette di comprare quello che mi pare senza spostarmi &#8230;mi fa viaggiare [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Se penso che la rete:<br />
&#8230;per me é giornalmente strumento di svago e lavoro<br />
&#8230;mi permette di leggere tutto su tutti<br />
&#8230;mi offre la possibilità  di cercare lavoro in tutto il mondo<br />
&#8230;mi fa comunicare giornalmente anche con le persone più lontane<br />
&#8230;mi permette di comprare quello che mi pare senza spostarmi<br />
&#8230;mi fa viaggiare senza muovermi da casa<br />
&#8230;per tanti rimane solamente un libro di fantascienza che probabilmente non leggeranno.</p>
<p>Non so voi, ma ora mi sento un pò più inutile del solito.</p>
<p><a href="http://www.chrisharrison.net/projects/InternetMap/index.html" title="http://www.chrisharrison.net/projects/InternetMap/index.html" target="_blank"> La densità  di connessioni nel mondo</a><br />
<a href="http://www.chrisharrison.net/projects/InternetMap/index.html" title="http://www.chrisharrison.net/projects/InternetMap/index.html" target="_blank"><img src="http://mmi.medianima.com/wp-content/uploads/2007/10/theworld.png" title="The world density connections" alt="The world density connections" border="0" /></a></p>
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		<title>Come sta il Web 2.0? (parte 1a)</title>
		<link>http://mmi.medianima.com/2006/08/04/come-sta-il-web-20-parte-1a/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Aug 2006 17:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Edgar]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[My Life]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Social software]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Noto che in questi giorni si é riaccesa la febbre di teorizzazione del Web 2.0. Le discussioni sono le più varie e in diversi blog. Addirittura si parla già  del dopo Web 2.0, ipotizzando futuri Web 3.0 e 4.0. Molti utilizzano spesso questo termine con senso d&#8217;innovazione, spacciando anche mediocri prodotti, come progetti innovativi perchà© [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.medianima.com/wp-linkspics/web20.jpg" /></p>
<p>Noto che in questi giorni si é riaccesa la febbre di teorizzazione del Web 2.0. Le discussioni sono le più varie e in diversi blog. Addirittura si parla già  del dopo Web 2.0, ipotizzando futuri Web 3.0 e 4.0.<br />
Molti utilizzano spesso questo termine con senso d&#8217;innovazione, spacciando anche mediocri prodotti, come progetti innovativi perchà© Web 2.0.<br />
Forse é meglio ricominciare da dove é partito il tutto, per evitare anche i vecchi problemi avuti con la prima ondata della new economy, diventato poi lo tsunami del mondo informatico.</p>
<p>Per capirci iniziamo con il ricordare che il Web 2.0 é un modo di concepire la rete e il mondo delle informazioni, che allo stesso tempo viene accompagnato da tecnologie esterne.</p>
<p>Uno degli esempi più rilevanti é sicuramente <a target="_blank" href="http://wikipedia.org/">Wikipedia</a>. Una qualsiasi persona scrive contenuti é nello stesso momento li condivide con gli altri, senza chiedere nulla in cambio se non la disponibilità  d&#8217;altre persone a condividere altrettante informazioni e contenuti.</p>
<p>Contemporaneamente però, proprio attraverso la condivisione delle informazioni, si é arrivati ad avere troppi contenuti, quindi per conseguenza logica si é diffuso a macchia d&#8217;olio il principio del &#8220;<a target="_blank" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tags">tagging</a>&#8220;, concetto che permette in maniera semplice e veloce la loro categorizzazione.</p>
<p>Parlando di contenuti e tag, non possiamo non parlare di ciò che ha fatto realmente esplodere il periodo del Web 2.0, ovvero i nostri cari blog. Questi sono infatti una dei più importanti derivati del Web 2.0, che se usati correttamente, rispecchiano esattamente tutti i suoi principi, ovvero Condivisione Contenuti+Categorizzazione Tag+Tecnologia Esterna.<br />
Molto spesso qua in azienda mi viene chiesta la differenza tra un blog, una homepage o un forum.<br />
Difficile da spiegare perchà© non si può illustrare qualcosa che inizialmente é astratta e che diventa solo in seguito blog. Senza spiegare prima i concetti principali del Web 2.0, si rischia di far passare il tutto come una semplice e banale moda, sostituzione delle vecchie homepage personali.</p>
<p>Una homepage aveva una struttura che partiva dall&#8217;alto verso il basso, ricorderete sicuramente gli schizzi sui fogli per costruire la navigazione del proprio sito. Il blog é strutturato in maniera quasi piatta, basandosi su un sistema cronologico e con una gerarchia (quando c&#8217;é) che si espande ad un massimo di due livelli.<br />
Le homepage si differenziavano molto spesso per la grafica, ci fu un periodo esplosivo di pesantissimi siti flash, con fuochi d&#8217;artificio, immagini continuamente in movimento e suoni lounge o techno.<br />
I blog oggi, al contrario, sono graficamente tutti simili, differenziandosi solo per i propri contenuti.</p>
<p>C&#8217;é chi sostiene che un Blog per essere &#8220;Web 2.0 compliance&#8221;, deve avere al suo interno altri componenti, come navigazioni AJAX o le API di Google Maps (parametri richiesti per esempio dal <a target="_blank" href="http://web2.0validator.com/">Web 2.0 Validator</a>), ma come detto finora, mi sembrano principi assolutamente fuori dalla logica del Web 2.0.</p>
<p>Un blog diventa parte del Web 2.0 solo ed esclusivamente attraverso la condivisione dei suoi contenuti, che avviene attraverso parole chiave, appunto tag, proprio come succede con Technorati.<br />
Tutto questo insieme alle funzionalità  offerte dal Ping e dal <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trackback">Trackback</a> fanno del blog un vero elemento del Web2.0.</p>
<p>E&#8217; esattamente tutto quello che sto facendo in questo preciso istante:<br />
-    scrivo l&#8217;articolo<br />
-    lo collego a parole chiave<br />
-    lo pubblico condividendo i contenuti attraverso i miei tag<br />
-    cerco articoli simili (grazie ai tag) e inserisco i miei trackback per far vedere al mondo intero, che anche io ho da dire qualcosa a riguardo.</p>
<p>A questo punto entrano in gioco ATOM, RSS e affini che vengono integrati attraverso i vari Bloglines, Netvibes, etc.</p>
<p>Eccoci quindi alla fine di un percorso che sta però per ricominciare, insomma un circolo vizioso e speriamo senza fine.<br />
Io Leggo->Io Scrivo->Io Condivido->Tu Leggi->Tu Scrivi->Tu Condividi->Â…..e avanti così</p>
<p>Stiamo andando veloci, tutti quanti, forse troppo. Non so dire se sia giusto o sbagliato, ma ho come l&#8217;impressione che chi non salta sul treno adesso possa perderlo per sempre e non capirci nulla per il resto della sua vita.<br />
Tutti già  si stanno aspettando il prossimo passo, come in un film ci si attende il seguito della puntata.<br />
Già  si parla del <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web_semantico">Web Semantico</a>, cosa sarà ? Il Web 3.0? Sarà  il momento della ristrutturazione dei contenuti del Web 2.0. Il web semantico costruirà  delle relazioni tra articoli, contenuti autori e lettori in maniera strutturale e contestuale. In questo modo si riuscirà  a separare, in maniera inizialmente soggettiva, ma che per forza di cose diventerà  collettiva, la cacca dallo zucchero.</p>
<p>Certamente già  adesso, attraverso i sistemi utilizzati da Google (Page Rank) o da Technorati, ovvero attraverso il numero di link che si riferiscono ad un certo blog o sito, si riesce in maniera relativamente efficace a separare il buono dal cattivo, ma purtroppo proprio a causa della struttura di quest&#8217;algoritmo, molto spesso lo zucchero viene sciacquato via insieme alla cacca. Questo significa che c&#8217;é bisogno di modificare qualcosa.<br />
Il Web Semantico riuscirà  ad aumentare le nostre possibilità  di filtraggio dei contenuti, potremo quindi realmente cominciare a gustare tutte le parti dolci della rete.</p>
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		<title>Slawesome</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2006 13:52:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Edgar]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con Slawesome é possibile spedire privatamente una voice email oppure rendere questo messaggio pubblico. http://www.slawesome.com/]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" href="http://www.slawesome.com/"><img alt="Slawesome" id="image249" src="http://blog.medianima.com/wp-content/uploads/2006/02/slawesome1.gif" /></a><br />
Con Slawesome é possibile spedire privatamente una voice email oppure rendere questo messaggio pubblico.<br />
<a target="_blank" href="http://www.slawesome.com/">http://www.slawesome.com/</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pandora</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2006 13:51:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Edgar]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pandora si basa sul progetto Music Genome, sistema dove si trovano circa 10000 artisti divisi per categorie. Con Pandora é possibile creare un audio stream personalizzato. http://www.pandora.com]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" href="http://www.pandora.com"><img id="image247" alt="Pandora" src="http://blog.medianima.com/wp-content/uploads/2006/02/pandora1.gif" /></a><br />
Pandora si basa sul progetto Music Genome, sistema dove si trovano circa 10000 artisti divisi per categorie. Con Pandora é possibile creare un audio stream personalizzato.<br />
<a target="_blank" href="http://www.pandora.com">http://www.pandora.com</a></p>
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		<title>Wikipedia: non piàº aperta come prima</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2005 16:54:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Edgar]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[In giro si trovano in momento parecchie discussioni riguardo all&#8217;obbligo d&#8217;iscrizione su Wikipedia se si desidera scrivere un nuovo articolo. Per il momento il tutto é valido solo per la versione inglese dell&#8217;enciclopedia libera. Queste sono le conseguenze di un articolo che riguarda il famoso giornalista americano John Seigenthaler. Lui stesso, consultando la sua biografia [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://mmi.medianima.com/wp-linkspics/wikipedia.jpg" alt="Wikipedia" /></p>
<p>In giro si trovano in momento parecchie discussioni riguardo all&#8217;obbligo d&#8217;iscrizione su Wikipedia se si desidera scrivere un nuovo articolo. Per il momento il tutto é valido solo per la versione inglese dell&#8217;enciclopedia libera.<br />
Queste sono le conseguenze di un <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/John_Seigenthaler" target="_blank">articolo </a>che riguarda il famoso giornalista americano John Seigenthaler. Lui stesso, consultando la sua biografia sul sito Wikipedia, si é accorto di un grosso errore. Secondo l&#8217;articolo, Seigenthaler era coinvolto nella tragica vicenda dell&#8217;omicidio del presidente americano Kennedy.<br />
Seigenthaler, oggi 78enne, decide quindi d&#8217;utilizzare i media classici, in questo caso il quotidiano <a href="http://www.usatoday.com/news/opinion/editorials/2005-11-29-wikipedia-edit_x.htm" target="_blank">USA Today</a>, per far partire una critica pesante sull&#8217;articolo disponibile in rete.<br />
L&#8217;eco di tutti gli altri media non si fa attendere. Si muove addirittura la <a href="http://www.cnn.com/video/player/player.html?url=/video/tech/2005/12/05/phillips.wikipedia.interview.cnn" target="_blank">CNN</a>, che riesce a far mettere sulle difensive il fondatore di Wikipedia, Jimmy Wales.</p>
<p>Questo é solo uno degli episodi che fanno accentuare l&#8217;oramai eterna discussione sulla qualità  degli articoli di Wikipedia. Già  lo scorso ottobre, Wales si dichiarò molto <a href="http://mail.wikipedia.org/pipermail/wikien-l/2005-October/030075.html" target="_blank">deluso</a> dalla qualità   d&#8217;alcune biografie, come quella sul fondatore della Microsoft <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bill_Gates" target="_blank">Bill Gates</a> e quello dell&#8217;attrice <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jane_Fonda" target="_blank">Jane Fonda</a>. Nonostante le pagine di questi articoli siano state sempre ben visitati e &#8220;linkati&#8221; spesso dagli utenti, secondo l&#8217;opinione di Wales &#8220;sono immondizia illeggibile&#8221; e che quindi non rientrano nella strategia Wikipedia di superare per qualità  e attualità  l&#8217;enciclopedia Britannica.</p>
<p>Secondo l&#8217;analisi di Wales, anche l&#8217;articolo su Seigenthaler crea seri dubbi sulla qualità  di Wikipedia. Quest&#8217;articolo era stato creato inizialmente da un utente anonimo, per poi essere modificato é controllato. Purtroppo i controlli sono stati eseguiti solo a livello ortografico e di forma, tralasciando quindi la parte dove viene affiancata pesantemente la figura di Seigenthaler alla vicenda Kennedy. L&#8217;articolo si trova su parecchie altre pagine internet e paradossalmente nessuno si é mai accorto del grave errore.</p>
<p>Questa storia é stata quindi la classica goccia che fa traboccare il vaso e la conseguenza é stata quella di bloccare la scrittura di nuovi articoli da parte di utenti non registrati e quindi anonimi. Ora per scrivere un nuovo testo bisogna essere registrati al sistema Wikipedia. Per questa tipologia di utenti rimane ad ogni modo la possibilità  di correggere e rivedere articoli già  esistenti.</p>
<p>Wales reputa questo cambiamento della struttura una sorta d&#8217;esperimento, che ha come scopo principale quello d&#8217;eliminare una gran massa di lavoro ai correttori volontari. Wales assicura inoltre di continuare a credere nella struttura degli articolisti anonimi e che la gran parte degli articoli scritti da questi sono e rimangono di buona qualità .</p>
<p>Per molti utenti Wikipedia, soprattutto in USA, dopo questa vicenda é cominciata a venir meno tutta la filosofia che sta dietro ai contenuti Wiki.<br />
Ci si trova davanti a due tipologie di problemi.<br />
Il primo riguarda l&#8217;errore stesso, il secondo riguarda il problema legale dovuto all&#8217;errore.<br />
Quali dovrebbero essere quindi le soluzioni da applicare?<br />
1 &#8211; Per prima cosa ogni utente deve capire e convivere con un banalissimo principio: &#8220;gli errori non si possono evitare&#8221;. Wikipedia non é creata da onniscienti ma da persone normali.</p>
<p>2 &#8211; Gli articoli dovrebbero essere provvisti di un semplice sistema di valutazione. Se io leggo un articolo e noto un errore, non sempre ho il tempo di correggere il tutto, soprattutto quando si tratta di testi complicati e da valutare in modo assolutamente oggettivo.<br />
Un conto é vedere errori del tipo &#8220;1+1=3&#8243;, in questi casi fare una correzione é semplice, ma correggere grossi testi diventa un lavoro impegnativo. Sarebbe interessante quindi poter dare la possibilità  di segnalare gli errori, potendo magari indicare graficamente la parte del testo errato. Oggi esiste gia la possibilità  di lasciare un commento ma non penso che questo basti ad accelerare il processo di rivisitazione di un articolo.</p>
<p>Per ciò che riguarda la parte legale, la cosa diventa effettivamente complicata e forse impossibile da gestire.</p>
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