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	<title>M&#124;M&#124;ITag Archive for &quot;energia&quot; - M|M|I</title>
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		<title>Tesla Model S</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 10:17:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Edgar]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[auto elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
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		<description><![CDATA[Diciamo che se avessi qualche spicciolo in più la nuova Tesla non mi dispiacerebbe. Del nuovo modello S dovrebbero uscire 20.000 unità all&#8217;anno a partire dal 2011. L&#8217;auto in questione ha un&#8217;autonomia che copre 483 chilometri e fa i 0-100 in 6 secondi. Certamente 57000$ per una macchina non sono pochi, ma calcolando che si [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mmi.medianima.com/wp-content/uploads/2009/03/tesla.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1521" title="tesla model s" src="http://mmi.medianima.com/wp-content/uploads/2009/03/tesla.jpg" alt="tesla model s" width="458" height="305" /></a></p>
<p>Diciamo che se avessi qualche spicciolo in più la nuova <a title="Tesla Model S" href="http://http://www.teslamotors.com/models/index.php" target="_blank">Tesla</a> non mi dispiacerebbe.</p>
<p>Del nuovo modello S dovrebbero uscire 20.000 unità all&#8217;anno a partire dal 2011.<br />
L&#8217;auto in questione ha un&#8217;autonomia che copre 483 chilometri e fa i 0-100 in 6 secondi.</p>
<p>Certamente 57000$ per una macchina non sono pochi, ma calcolando che si parla di una macchina di lusso, spero di poter vedere al più presto anche delle utilitarie a prezzo ridotto con una tale autonomia.</p>
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		<title>Quando il vento rende l&#8217;atomico improduttivo.</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 01:03:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Edgar]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alcune notizie dovrebbero venir prese dai nostri quotidiani ed essere mostrate in prima pagina, ma non voglio entrare sul penoso mondo della qualità  della nostra stampa e del mediocre mondo della politica. Certamente leggere che la tedesca EON e la francese EdF hanno problemi nel costruire centrali atomiche in Inghilterra é una notizia che fa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Alcune notizie dovrebbero venir prese dai nostri quotidiani ed essere mostrate in prima pagina, ma non voglio entrare sul penoso mondo della qualità  della nostra stampa e del mediocre mondo della politica. Certamente leggere che la tedesca <a title="E.ON" href="http://it.wikipedia.org/wiki/E.ON" target="_self">EON</a> e la francese <a title="%C3%89lectricit%C3%A9_de_France" href="http://it.wikipedia.org/wiki/%C3%89lectricit%C3%A9_de_France" target="_blank">EdF</a> hanno problemi nel costruire centrali atomiche in Inghilterra é una notizia che fa riflettere ancora una volta sull&#8217;effettivo rendimento economico/energetico delle centrali atomiche.</p>
<p><span id="more-1511"></span>Inizialmente le due multinazionali avevano addirittura ricattato il governo britannico dichiarando di dismettere tutti i piani di produzione di nuove centrali nucleari se lo stesso governo avesse continuato con il suo piano d&#8217;intensificazione di sistemi per la creazione d&#8217;energia da fonti rinnovabili. Il problema é che il loro ricatto gli si é rigirato contro quando hanno dovuto ammettere che l&#8217;intenso uso di energia rinnovabile non offre più margini economici alla poca flessibilità  dell&#8217;energia prodotta da centrali nucleari. Dobbiamo pensare che una centrale atomica offre poche possibilità  per quel che riguarda la flessibilità  di erogazione di energia elettrica, perchà© nasce per offrire e generare energia in maniera costante, quindi difficile da gestire durante le ore dove la richiesta energetica viene meno.</p>
<p>Proprio la EdF dichiara apertamente al &#8220;Department of Energy and Climate Change&#8221; di Londra che durante periodi di forte vento, la produzione combinata di energia da fonti eoliche e atomiche supera la richiesta energetica necessaria, obbligando quindi a diminuire la produzione energetica delle centrali nucleari. Il problema é che abbassare il livello produttivo dell&#8217;energia atomica rende a lungo andare la produzione di energia da centrali atomiche totalmente improduttiva. Per questo motivo la EdF e la Eon hanno chiesto al governo britannico di diminuire il tetto previsto (entro il 2020) di energia prodotta da fonti alternative dal 35% al 20%.</p>
<p>Per riassumere in maniera grezza, il governo britannico aveva fissato come target entro il 2020 la produzione del 35% del suo fabbisogno energetico da fonti alternative, ma la EdF, che produce centrali nucleari, chiede di abbassare il target al 20% altrimenti va in perdita.</p>
<p>Queste dichiarazioni sono molto interessanti se si pensa che nel Regno Unito si vuole raggiungere una fetta del 35% di energia prodotta da fonti rinnovabili partendo dall&#8217;odierno 2%,. Ma allora cosa potrebbe succedere in uno stato come la Germania che al momento già  utilizza il 15% da fonti rinnovabili?</p>
<p><a href="http://www.bfs.de/kerntechnik/ereignisse/standorte/karte_kw.html"><img class="alignnone size-full wp-image-1512" style="border: 0pt none;" title="Centrali atomiche in Germania" src="http://mmi.medianima.com/wp-content/uploads/2009/03/akw.gif" alt="Centrali atomiche in Germania" width="408" height="518" /></a></p>
<p>Proprio in Germania delle 34 centrali nucleari 17 stanno per essere dismesse (in parte lo sono già ) e non é prevista già  da diversi anni, attraverso una legge creata dal vecchio governo Schrà¶der, nessuna nuova costruzione. Tutto questo oramai afferma in maniera esplicità che la creazione in Italia di centrali nucleari é assolutamente fuori da ogni logica e in controtendenza. Se l&#8217;argomento più spesso tirato in ballo é quello della bolletta elettrica troppo alta rispetto ai nostri vicini europei, si può tranquillamente affermare che nel 2020 quando teoricamente sarà  possibile avere in casa energia prodotta da fonti nucleari, andremo a pagare sempre più di uno stato come la Germania che oramai si sta attrezzando per passare sempre di più ad una fornitura totale da fonti rinnovabile.</p>
<p>(fonte <a title="http://www.taz.de/1/zukunft/umwelt/artikel/1/wind-macht-atom-unwirtschaftlich/?type=98" href="http://www.taz.de/1/zukunft/umwelt/artikel/1/wind-macht-atom-unwirtschaftlich/?type=98" target="_blank">Tageszeitung</a>)</p>
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		<title>La soluzione di tanti problemi: il telelavoro</title>
		<link>http://mmi.medianima.com/2008/07/21/la-soluzione-di-tanti-problemi-il-telelavoro/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Jul 2008 21:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Edgar]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Fa pensare...]]></category>
		<category><![CDATA[Politicamente rete]]></category>
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		<description><![CDATA[In riferimento al post scritto da Stefano Quintarelli: Certamente situazione economica, benzina, ma anche telelavoro, forse. Senza forse, si tratta sicuramente di telelavoro. La Sun Microsystems (storia ripresa anche da USAToday.com) ha fatto due calcoli: A casa un dipendente utilizza in media per lavorare 64 watt, contro i 130 usati in ufficio. Il fenomeno del [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In riferimento al <a title="http://blog.quintarelli.it/blog/2008/07/traffico-in-dim.html" href="http://blog.quintarelli.it/blog/2008/07/traffico-in-dim.html" target="_blank">post</a> scritto da <a title="http://blog.quintarelli.it/" href="http://blog.quintarelli.it/" target="_blank">Stefano Quintarelli</a>:</p>
<blockquote><p><a title="http://blog.quintarelli.it/blog/2008/07/traffico-in-dim.html" href="http://blog.quintarelli.it/blog/2008/07/traffico-in-dim.html" target="_blank">Certamente situazione economica, benzina, ma anche telelavoro, forse.</a></p></blockquote>
<p>Senza forse, si tratta sicuramente di telelavoro.<br />
La <a title="http://www.sun.com/aboutsun/environment/green/carbon.jsp" href="http://www.sun.com/aboutsun/environment/green/carbon.jsp" target="_blank">Sun Microsystems</a> (storia ripresa anche da <a title="http://www.usatoday.com/money/workplace/2008-06-08-employee-commutes_N.htm" href="http://www.usatoday.com/money/workplace/2008-06-08-employee-commutes_N.htm" target="_blank">USAToday.com</a>) ha fatto <a title="http://www.prweb.com/releases/sun_microsystems/open_work/prweb1009224.htm" href="http://www.prweb.com/releases/sun_microsystems/open_work/prweb1009224.htm" target="_blank">due calcoli</a>:</p>
<ul type="disc">
<li>A casa un dipendente utilizza in media per lavorare 64 watt, contro i 130 usati in ufficio.</li>
<li>Il fenomeno del &#8220;pendolarismo&#8221; é      responsabile del 98% della produzione di CO2 di ogni singolo dipendente.</li>
<li>Lavorare da casa 2 giorni e      mezzo la settimana fa risparmiare 2 settimane e mezzo di tempo normalmente utilizzato solo nel tragitto lavorativo.</li>
<li>Le stesse ore di lavoro, svolte      però da casa, portano ad un risparmio di circa 5400 kilowatt/h all&#8217;anno</li>
</ul>
<p><span id="more-1246"></span>àˆ chiaro ed é sotto gli occhi di tutti, l&#8217;utilizzo massiccio del telelavoro potrebbe comportare enormi risparmi monetari ed energetici a tutti.</p>
<p>Altri numeri, presi questa volta da <a title="http://www.informationweek.com/news/management/trends/showArticle.jhtml?articleID=208403187" href="http://www.informationweek.com/news/management/trends/showArticle.jhtml?articleID=208403187" target="_blank">InformationWeek</a>, dicono che il 40% dei dipendenti americani siano disposti ad una diminuzione del 10% del proprio salario pur di lavorare da casa.</p>
<p>Chiaramente parliamo di due mondi totalmente differenti. Se in America si cercano sempre nuovi strumenti per tenersi in casa i migliori dipendenti, 18.000 impiegati della Sun possono già  oggi usufruire del telelavoro come benefit, in Italia, anche se divento patetico a dirlo, il dipendente é spesso solo ed esclusivamente un costo.</p>
<p>Sempre in America, non solo grazie all&#8217;aumento del gasolio, ma anche a causa dello scandalo dei mutui e della criminalità , le persone tendono sempre più a spostarsi nelle piccole città . Su <a title="http://money.cnn.com/magazines/moneymag/bplive/2008/" href="http://money.cnn.com/magazines/moneymag/bplive/2008/" target="_blank">Money.com</a> c&#8217;é un bell&#8217;articolo a riguardo, che classifica la cittadina di Plymouth uno dei migliori posti in cui vivere negli Stati Uniti.</p>
<p>Ritornando all&#8217;Italia, proprio perchà© il dipendente é visto come &#8220;costo&#8221;, l&#8217;unico modo per avviare un cambio di rotta verso il telelavoro, é la defiscalizzazione del costo del lavoro stesso. La cultura del costo del dipendente e del suo controllo, anche se poi in ufficio magari gioca al solitario per 8 ore, é troppo radicata e per cambiarla va incentivata.</p>
<p>Chiaramente non é solo questo il problema, ma anche una questione della scarsa mancanza di lavoro, che permette alle aziende d&#8217;avere poca concorrenza e quindi andare avanti esattamente come 50 anni fa.</p>
<p>Poi abbiamo il problema delle infrastrutture tecnologiche. Io posso ritenermi ancora fortunato d&#8217;esser raggiunto da una linea ADSL da 2 Mbit, ma basta che mi sposti di 5km che già  si é tagliati fuori dal mondo.</p>
<p>Per essere precisi e andare con ordine bisognerebbe:</p>
<ol>
<li>aumentare e potenziare in maniera seria tutta l&#8217;infrastruttura tecnologica della rete (a proposito qualcuno sa che fine ha fatto il WiMax in Italia?).</li>
<li>Defiscalizzazione ed incentivi alle aziende per diffondere il telelavoro</li>
<li>Aumentando il telelavoro si avrebbe di conseguenza una aumento della meritocrazia aziendale. Non essendo piàº vincolato a lavorare a soli 30km, ma virtualmente potrei lavorare anche in una ditta a 500km da casa, si andrebbero a creare le condizioni di una maggiore concorrenza lavorativa, sbloccando anche il preconcetto del &#8220;controllo&#8221; diretto sul lavoratore.</li>
</ol>
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