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	<title>M&#124;M&#124;ITag Archive for &quot;Censura&quot; - M|M|I</title>
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	<description>Me Myself &#38; I</description>
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		<title>Il grande firewall cinese colpisce ancora</title>
		<link>http://mmi.medianima.com/2010/01/11/il_grande_firewall_cinese_colpisce_ancora/</link>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 23:43:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Edgar]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Fa pensare...]]></category>
		<category><![CDATA[Censura]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[tibet]]></category>

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		<description><![CDATA[Il grande firewall cinese colpisce ancora. Se pensate che anche questa volta possa trattarsi di un sito di sostenitori del Dalai Lama avete sbagliato. La censura cinese ha deciso di bloccare completamente imdb.com. Non si sa esattamente il motivo, probabilmente le informazioni su diversi documentari e film sul Tibet e sulla dittatura cinese hanno spinto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il grande firewall cinese colpisce ancora. Se pensate che anche questa volta possa trattarsi di un sito di sostenitori del Dalai Lama avete sbagliato. La censura cinese ha deciso di <a title="http://news.imagethief.com/blogs/china/archive/2010/01/07/seriously-they-blocked-imdb.aspx" href="http://news.imagethief.com/blogs/china/archive/2010/01/07/seriously-they-blocked-imdb.aspx" target="_blank">bloccare completamente</a> imdb.com.</p>
<p>Non si sa esattamente il motivo, probabilmente le informazioni su diversi documentari e film sul Tibet e sulla dittatura cinese hanno spinto al blocco totale del sito.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>A proposito di buon giornalismo</title>
		<link>http://mmi.medianima.com/2008/01/07/a-proposito-di-buon-giornalismo/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Jan 2008 02:06:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Edgar]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Fa pensare...]]></category>
		<category><![CDATA[Censura]]></category>
		<category><![CDATA[Reporter senza frontiere. RSF]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono 86 i giornalisti uccisi nel 2007, negli ultimi 5 anni questi omicidi di categoria sono aumentati del 244%. Nel 2007: 86 giornalisti e 20 assistenti sono stati uccisi 887 arresti 1,511 picchiati o torturati 67 rapiti 528 media outlets censurati Online: 37 bloggers sono stati arrestati 21 picchiati 2,676 pagine web cancellate o censurate [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rsf.org/article.php3?id_article=24909" title="http://www.rsf.org/article.php3?id_article=24909" target="_blank"><img src="http://mmi.medianima.com/wp-content/uploads/2008/01/journalist_killed.jpg" alt="86 journalists killed in 2007" /></a></p>
<p>Sono 86 i giornalisti uccisi nel 2007, negli ultimi 5 anni questi omicidi di categoria sono aumentati del 244%.</p>
<blockquote><p> Nel 2007:</p>
<ul>
<li> 86 giornalisti e 20 assistenti sono stati uccisi</li>
<li>887 arresti</li>
<li>1,511 picchiati o torturati</li>
<li>67 rapiti</li>
<li>528 media outlets censurati</li>
</ul>
<p>Online:</p>
<ul>
<li>37 bloggers sono stati arrestati</li>
<li>21 picchiati</li>
<li>2,676 pagine web cancellate o censurate</li>
</ul>
<p>Nel 2006</p>
<ul>
<li> 85 giornalisti and 32 assistenti sono stati uccisi</li>
<li>871 arresti</li>
<li>1,472 picchiati o torturati</li>
<li>56 rapiti</li>
<li>912 media outlets censurati</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.rsf.org/article.php3?id_article=24909" title="RSF" target="_blank">RSF</a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Birmania rete solo locale da 24 ore.</title>
		<link>http://mmi.medianima.com/2007/11/02/birmania-rete-solo-locale-da-24-ore/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 11:16:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Edgar]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politicamente rete]]></category>
		<category><![CDATA[Birmania]]></category>
		<category><![CDATA[Censura]]></category>
		<category><![CDATA[MWW]]></category>
		<category><![CDATA[Myanmar]]></category>

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		<description><![CDATA[Visto che siamo in tema di censura, aggiungo che la rete in Birmania é tagliata fuori dal resto del mondo. Da più di 24 ore i birmani possono accedere solo a siti locali e anche l&#8217;invio di email all&#8217;estero é bloccata. Un dirigente della Myanmar Teleport, la società  di telecomunicazioni controllata dal regime militare birmano, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Visto che siamo in tema di censura, aggiungo che la rete in Birmania é tagliata fuori dal resto del mondo.<br />
Da più di 24 ore i birmani possono accedere solo a siti locali e anche l&#8217;invio di email all&#8217;estero é bloccata.<br />
Un dirigente della Myanmar Teleport, la società  di telecomunicazioni controllata dal regime militare birmano, ha dichiarato che il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Myanmar_Wide_Web" title="http://en.wikipedia.org/wiki/Myanmar_Wide_Web" target="_blank">MWW</a> (Myanmar Wide Web) é  bloccato causa difetti tecnici.</p>
<p>Fonte: <a href="http://technology.inquirer.net/infotech/infotech/view_article.php?article_id=98381" title="http://technology.inquirer.net/infotech/infotech/view_article.php?article_id=98381" target="_blank">Inquirer.net</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>La Russia ha paura della rete</title>
		<link>http://mmi.medianima.com/2007/11/02/la-russia-ha-paura-della-rete/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Nov 2007 10:46:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Edgar]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politicamente rete]]></category>
		<category><![CDATA[Censura]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Internet fa davvero paura, la rete si sta dimostrando il reale nemico da abbattere. Di censura cinese e birmana oramai si sa tanto, ma la Russia come si comporta? I nostri cari amici al Cremino hanno scoperto che la censura si può applicare in diversi modi. Non serve più bloccare le informazioni attraverso enormi proxy [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Internet fa davvero paura, la rete si sta dimostrando il reale nemico da abbattere.<br />
Di censura cinese e birmana oramai si sa tanto, ma la Russia come si comporta?<br />
I nostri cari amici al Cremino hanno scoperto che la censura si può applicare in diversi modi. Non serve più bloccare le informazioni attraverso enormi proxy o con agenti speciali di polizia cybernauta, si agisce diversamente.<br />
Lo stato acquisisce in maniera &#8220;legittima&#8221; grossi portali notiziari, in questo modo l&#8217;inserimento di notizie che non facciano perdere la faccia al governo, diventa semplice ed efficace. Insomma la Russia sta pianificando una sua rete su misura, Internet senza interferenze dal mondo esterno.<br />
Noi oramai siamo abituati a centinaia di conflitti d&#8217;interesse, visto che i nostri media, internet e non, appartengono e sono controllati in maniera indiretta da tutta una serie di personaggi istituzionali. Dobbiamo solo ringraziare la beata ignoranza dei nostri dipendenti, che ancora non sono in grado di distinguere un PC da una macchina da scrivere, se abbiamo ancora una buona dose di libertà  democratica in rete.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2007/10/27/AR2007102701384_pf.html" title="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2007/10/27/AR2007102701384_pf.html" target="_blank">Washington Post</a></p>
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		<title>Il presidente iraniano blogga.</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Aug 2006 14:15:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Edgar]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politicamente rete]]></category>
		<category><![CDATA[Censura]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Mahmud Ahmadinejad]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un paio di giorni é disponibile online il blog del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad. Sarà  sicuramente interessante seguire ciò che avrà  da dire, inoltre mi pare che Ahmadinejad sia in assoluto il primo presidente ad avere un blog vero e proprio. Il primo post (08-08-06) descrive la sua storia e quella dell&#8217;Iran, parla quindi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.medianima.com/wp-content/uploads/2006/08/WindowsLiveWriter/Ilpresidenteiranianoblogga_E47C/mahmoud_ahmadinejad%5B7%5D.jpg"><img src="http://blog.medianima.com/wp-content/uploads/2006/08/WindowsLiveWriter/Ilpresidenteiranianoblogga_E47C/mahmoud_ahmadinejad_thumb%5B5%5D.jpg" height="136" width="365" /></a></p>
<p>Da un paio di giorni é disponibile online il <a href="http://www.ahmadinejad.ir">blog</a> del presidente iraniano <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mahmoud_Ahmadinejad">Mahmud Ahmadinejad</a>. Sarà  sicuramente interessante seguire ciò che avrà  da dire, inoltre mi pare che Ahmadinejad sia in assoluto il primo presidente ad avere un blog vero e proprio.<br />
Il primo post (08-08-06) descrive la sua storia e quella dell&#8217;Iran, parla quindi di monarchia, di Khomeini e degli anni in guerra contro il nemico iracheno.<br />
Non so e non riesco a capire se dietro la tastiera ci sia veramente Ahmadinejad o qualche suo dipendente.</p>
<p>Non mi sembra che i media abbiano reagito in modo particolare alla notizia, l&#8217;unica che ho letto é stata quella ufficiale redatta da <a href="http://today.reuters.com/news/articlenews.aspx?type=topNews&amp;storyID=2006-08-13T162106Z_01_BLA353117_RTRUKOC_0_US-IRAN-PRESIDENT-BLOG.xml&amp;archived=False" target="_blank">Reuters</a>, altrimenti il nulla.<br />
Non so se ne esistano altri, ma mi pare che questo blog sia il primo creato da un presidente.<br />
La traduzione inglese lascia a desiderare, basta leggere la domanda del &#8220;polling&#8221;:<br />
<em>Do you think that the US and Israeli intention and goal by attacking Lebanon is pulling the trigger for another word war?</em><br />
<a href="http://blog.medianima.com/wp-content/uploads/2006/08/WindowsLiveWriter/Ilpresidenteiranianoblogga_E47C/mahmoud_ahmadinejad2%5B14%5D.gif"><img src="http://blog.medianima.com/wp-content/uploads/2006/08/WindowsLiveWriter/Ilpresidenteiranianoblogga_E47C/mahmoud_ahmadinejad2_thumb%5B10%5D.gif" height="134" /></a><br />
Se qualcuno ha più informazioni riguardo ad una futura Word War, é pregato d&#8217;inviarmele.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Anche l&#8217;Egitto fa la sua bella figura</title>
		<link>http://mmi.medianima.com/2006/05/10/anche-legitto-fa-la-sua-bella-figura/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 May 2006 15:35:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Edgar]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politicamente rete]]></category>
		<category><![CDATA[Alaa Abd El-Fattah]]></category>
		<category><![CDATA[Censura]]></category>
		<category><![CDATA[Deutsche Welle Weblog Awards]]></category>

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		<description><![CDATA[In Egitto, Alaa Abd El-Fattah, é un famoso blogger, un critico politico, che domenica scorsa é stato arrestato insieme con altre dieci persone, durante una dimostrazione nelle strade del Cairo. L&#8217;arresto é stato effettuato per aver effettuato propaganda contro il regime e per offesa pubblica verso il presidente egiziano. Il blogger e una cinquantina d&#8217;attivisti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dw-world.de/image/0,,1776686_4,00.jpg" /></p>
<p>In Egitto, Alaa Abd El-Fattah, é un famoso blogger, un critico politico, che domenica scorsa é stato <a href="http://www.rsf.org/article.php3?id_article=15881" target="_blank">arrestato</a> insieme con altre dieci persone, durante una dimostrazione nelle strade del Cairo. L&#8217;arresto é stato effettuato per aver effettuato propaganda contro il regime e per offesa pubblica verso il presidente egiziano.</p>
<p>Il blogger e una cinquantina d&#8217;attivisti del gruppo democratico &#8220;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kifaya" target="_blank">Kifaya</a>&#8220;, si erano radunati nel centro della città  del Cairo, per supportare due giudici indipendenti sotto processo.<br />
Lo scorso anno Alaa Abd El-Fattah e sua moglie Manal, sono stati premiati al concorso tedesco &#8220;<a href="http://www.dw-world.de/dw/article/0,2144,1776683,00.html" target="_blank">Deutsche Welle Weblog Awards</a>&#8221; (sito in lingua spagnola), con il premio speciale &#8220;Reporters without Borders&#8221;, per la loro attività  in <a href="http://freealaa.blogspot.com/" target="_blank">Egitto</a>, a favore dei diritti umani, delle riforme politiche e aver avviato un processo critico nella rete.<br />
In concreto, come spesso avviene in questi casi, l&#8217;arresto é semplicemente un atto per incutere timore a tutte quelle persone che attivamente e intelligentemente, criticano le posizioni politiche del proprio e di altri paesi.</p>
<p>Altre fonti italiane che parlano di questo schifoso arresto:</p>
<p><a href="http://bloggersenzafrontiere.blogosfere.it/2006/05/alaa_la_moblita.html" target="_blank">http://bloggersenzafrontiere.blogosfere.it/</a></p>
<p><a href="http://www.coruzzi.net/2006/05/10/arrestato-alaa-seif-al-islam-blogger-degitto/" target="_blank">http://www.coruzzi.net/</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;efficienza della censura cinese: Il QuarterNet</title>
		<link>http://mmi.medianima.com/2006/04/06/efficienza-della-censura-cinese-il-quarternet/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Apr 2006 22:22:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Edgar]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[My Life]]></category>
		<category><![CDATA[Censura]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi accorgo proprio adesso, mentre scrivo il titolo quest&#8217;articolo, di come molto spesso le parole siano associate a significati secondari, buoni o cattivi, positivi o negativi. La parola &#8220;efficienza&#8221; sembra addirittura paradossale affiancata al termine censura. Oggi ci troviamo con più di 110 milioni di cinesi in giro per internet, anche se forse sarebbe meglio [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mi accorgo proprio adesso, mentre scrivo il titolo quest&#8217;articolo, di come molto spesso le parole siano associate a significati secondari, buoni o cattivi, positivi o negativi. La parola &#8220;efficienza&#8221; sembra addirittura paradossale affiancata al termine censura.<br />
Oggi ci troviamo con più di 110 milioni di cinesi in giro per internet, anche se forse sarebbe meglio coniare un nuovo termine, visto che la rete non é disponibile nel suo complesso, ma solo una parte di questa può tranquillamente essere letta dal popolo cinese. Direi che il termine &#8220;QuarterNet&#8221; può starci bene, un quarto di rete, ovvero ciò che rimane di Internet dopo il filtraggio da parte delle burocrazie cinesi.<br />
Usa Today <a target="_blank" href="http://www.usatoday.com/tech/news/internetprivacy/2006-04-02-china-web-cops_x.htm">riporta</a> alcuni dati ufficiali rilasciati dalla CNNIC (China Internet Network Information Center). Sembra infatti che in Cina siano circa 30.000 i poliziotti informatici che controllano i movimenti e l&#8217;utilizzo della rete. Non si tratta di poliziotti che vanno in giro per la città  a controllare i molteplici internet café, ma di una vera task force informatica, in grado di osservare tutte le abitudini degli utenti e di controllare il materiale disponibile in rete. Tutti i PC disponibili pubblicamente, come appunto quelli degli internet café, hanno un piccolo software che controlla tutto quello che viene scritto é inserito con la tastiera, insomma il classico Keystroke Logger. Tutto questo viene poi controllato per verificare che non vi siano contenuti criminalmente perseguibili.<br />
Ecco quindi ripetere la parola magica: efficiente. Si questo é un sistema efficiente. Nel 2005, solo a Pechino e Shanghai, sono stati arrestati 1000 utenti all&#8217;interno degli internet café.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Yahoo aiuta la dittatura cinese.</title>
		<link>http://mmi.medianima.com/2006/02/13/yahoo-aiuta-la-dittatura-cinese/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2006 13:48:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Edgar]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politicamente rete]]></category>
		<category><![CDATA[Censura]]></category>
		<category><![CDATA[Yahoo]]></category>

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		<description><![CDATA[Si é parlato tanto di Google e della sua censura in Cina ma come si comporta la concorrenza? RSF ha rilasciato notizie preoccupanti riguardo alla cooperazione tra Yahoo e il governo cinese. Yahoo ha fatto qualcosa di sconcertante, offrendo tutti i dati personali del reporter Li Zhi al governo cinese. Li Zhi é stato condannato [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.medianima.com/wp-linkspics/dotcomunism.jpg" alt="Dotcomunism" title="Dotcomunism" /><br />
Si é parlato tanto di <a href="http://www.google.com/" target="_blank">Google</a> e della sua censura in Cina ma come si comporta la concorrenza?</p>
<p><a href="http://www.rsf.org/" target="_blank">RSF</a> ha rilasciato notizie preoccupanti riguardo alla cooperazione tra <a href="http://www.yahoo.com/" target="_blank">Yahoo</a> e il governo cinese.<br />
Yahoo ha fatto qualcosa di sconcertante, offrendo tutti i dati personali del reporter Li Zhi al governo cinese. Li Zhi é stato condannato nel 2003 ad otto anni di prigione per aver criticato, attraverso internet, la corruzione all&#8217;interno del sistema burocratico cinese.</p>
<p>Se le aziende, nate con lo scopo di diffondere informazioni e contenuti, diventano un mezzo di controllo del governo, ci si ritrova con un blocco totale dell&#8217;informazione.<br />
La censura può essere in parte aggirata, certamente con tutti i pericoli che si hanno all&#8217;interno di una dittatura, ma quando i mezzi offerti diventano subdole trappole per carpire gli interessi delle persone, ci si trova davanti ad un problema totalmente differente e pericoloso.<br />
Google &amp; Co. sono in grado di fornire enormi quantità  d&#8217;informazioni riservate, ma se Li Zhi é stato condannato solo per aver criticato la corruzione, cosa potrebbe succedere a persone che cercano in rete parole come &#8220;libertà  e democrazia&#8221;? Certo molti siti sono oscurati dalla censura, ma a questo punto é legittimo pensare che Yahoo e Google possano fornire informazioni dettagliate, per esempio, di tutte le parole &#8220;pericolose&#8221; ricercate da un certo indirizzo IP. Se viene superato un certo limite si passa al controllo totale, come nel caso di Li Zhi.</p>
<p>Non posso che essere d&#8217;accordo con Rubina Moehring, presidente di RSF in Austria, che vede la collaborazione del governo cinese insieme ad aziende come Google e Yahoo, come ulteriore minaccia per i diritti umani.<br />
La portavoce di Yahoo, Mary Osako, ha cercato di far passare la cosa come legittima e banale, dichiarando che l&#8217;azienda ha fatto quello che la legge cinese richiede, inoltre non si sapeva per quale motivo questi dati fossero stati richiesti.<br />
Una scusa debole e stupida. Se lo stato cinese, con la sua tristemente famosa dittatura, richiede i movimenti in rete e i dati personali di una persona, sorgerà  pure qualche dubbio riguardo alla legittima di questa richiesta.</p>
<p>Forse sono paranoico, ma é una situazione che non mi piace. Le aziende che tengono in pugno l&#8217;informazione digitale sono poche e questa forma di monopolio può diventare un serio pericolo. I casi cinesi dimostrano che c&#8217;é bisogno di concorrenza. La Francia e il Giappone hanno già  cominciato a muoversi, ma per arrivare al livello di Google potrebbero passare degli anni. Ci vorrebbe quindi un progetto realmente europeo, con il contributo di tutti gli stati membri.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Marocco e Tunisia. La faccia della censura.</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2006 13:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Edgar]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politicamente rete]]></category>
		<category><![CDATA[Censura]]></category>
		<category><![CDATA[Reporter senza frontiere. RSF]]></category>

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		<description><![CDATA[Ultimamente si parla spesso della censura praticata dal governo cinese sulla rete, tralasciando in parte altri paesi, che praticano una censura altrettanto forte. Il Marocco ha da poco bloccato il sito Anonymizer.com e la Tunisia quello della Federazione Internazionale dei Giornalisti, IFJ. (Fonte: Balancing Act) Già  nel dicembre del 2005, il Marocco aveva bloccato gli [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.medianima.com/wp-linkspics/dotcomunism.jpg" alt="DotComunism" /></p>
<p>Ultimamente si parla spesso della censura praticata dal governo cinese sulla rete, tralasciando in parte altri paesi, che praticano una censura altrettanto forte. Il Marocco ha da poco bloccato il sito <a href="http://www.anonymizer.com/" target="_blank">Anonymizer.com</a> e la Tunisia quello della Federazione Internazionale dei Giornalisti, <a href="http://www.ifj.org/" target="_blank">IFJ</a>. (Fonte: <a href="http://www.balancingact-africa.com/" target="_blank">Balancing Act</a>)</p>
<p>Già  nel dicembre del 2005, il Marocco aveva bloccato gli accessi ai siti dei Sahrauà s, il gruppo etnico che desidera l&#8217;indipendenza della parte occidentale del Sahara, che nel 1976 fu dichiarata indipendente dalla Spagna ma che fu invece occupata dalle truppe marocchine per essere poi inglobata al Marocco nel 1979.<br />
Nonostante diverse <a href="http://www.un.org/Depts/dpko/missions/minurso" target="_blank">missioni diplomatiche</a> dell&#8217;ONU, il Marocco vieta ai Sahrauà s ogni forma d&#8217;indipendenza culturale e sociale.<br />
Certo sono stati fatti dei passettini importanti, nel 1999 il Re <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mohammed_VI_of_Morocco" target="_blank">Mohammed VI</a> promise di osservare le regole internazionali sui diritti umani e nel 2004 é stata fondata una commissione speciale proprio per questo.<br />
Nonostante tutto, l&#8217;associazione &#8220;<a href="http://www.rsf.org/article.php3?id_article=16088" target="_blank">Reporter Senza Frontiere</a>&#8221; parla ancora di una fortissima e violenta censura verso giornalisti e critici che sono normalmente arrestati e torturati.<br />
La RSF aveva poco tempo fa consigliato, l&#8217;utilizzo del servizio Anonymizer.com per aggirare le censure internet del governo marocchino. Purtroppo, come già  scritto sopra, questo sito é stato immediatamente bloccato dalla censura marocchina.<br />
Come nel Marocco, anche in Tunisia é praticata una simile censura contro giornalisti e giudici indipendenti dal governo.<br />
Di questi temi si voleva discutere alla Conferenza Mondiale sull&#8217;Informazione, che si é svolta proprio in Tunisia. Sono state molte le critiche fatte proprio per la scelta del luogo. La Tunisia ha accettato con tranquillità  queste critiche, bloccando l&#8217;accesso al sito della Federazione Internazionale dei Giornalisti.</p>
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