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	<title>Comments on: Emigranti di tutto il mondo unitevi!</title>
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	<description>Me Myself &#38; I</description>
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		<title>By: Jerry</title>
		<link>http://mmi.medianima.com/2006/01/06/emigranti-di-tutto-il-mondo-unitevi/comment-page-1/#comment-5</link>
		<dc:creator><![CDATA[Jerry]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2006 15:31:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ho letto con partecipazione questa “ pagina di diario”, sentendomi coinvolto in prima persona.
Il quadro descritto mi induce a profonde riflessioni anche su me stesso.
Intanto solidarizzo con il blogger per quanto riguarda la sua condizione esistenziale di difficoltà, in cui  trova un riflesso la mia.
Nella mia visione del vita, forse un po’ ingenua, il lavoro è un valore positivo. Affermarsi attraverso di esso è un obiettivo concreto da perseguire.
Nel piacere che si prova di fronte ai risultati ottenuti dal proprio lavoro e nella consapevolezza del suo valore per sé e per gli altri risiede la motivazione di ognuno di noi, la spinta vitale che ci permette di andare “oltre”.
Quando questo presupposto viene a mancare, non rimane altra via d’uscita che andarsene, spostarsi in un luogo in cui le istanze naturali sopra esposte abbiano la possibilità di emergere e realizzarsi.
Occorre riporre le proprie energie e speranze altrove. Ma questo ha un alto costo: significa perdere le proprie radici, i propri affetti, le proprie abitudini. Inventarsi un nuovo se stesso, in un ambiente all’inizio sconosciuto, in una lingua altra…
Io probabilmente non avrò mai l’audacia necessaria per staccarmi dalla famiglia, recidere il cordone ombelicale e varcare la frontiera, ma sento una grande affinità con coloro che hanno avuto, hanno e avranno questo coraggio. Mi sento vicino a chi si trova a vivere in una terra che non è la sua, nella condizione di “straniero”. Forse perché anch’io mi sento in parte “straniero” pur trovandomi in un luogo che è “mio”. Con il termine “straniero” intendo diverso dagli altri, estraneo. In fondo lo straniero è di nessun luogo, di ogni luogo, cittadino del mondo. Non appartiene più alla sua patria e nemmeno al nuovo paese di residenza. E’ e resterà sempre un “ibrido” anche se riuscirà ad integrarsi perfettamente nella nuova realtà. E’ questa la percezione che ho di me stesso.
Voglio concludere con una frase tratta dal saggio di Julia Kristeva “Stranieri a se stessi” (che consiglio a tutti): “Gli amici dello straniero, […], non potranno che essere coloro i quali si sentono stranieri a se stessi.”

Mi sento di dire in amicizia

Jerry]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto con partecipazione questa “ pagina di diario”, sentendomi coinvolto in prima persona.<br />
Il quadro descritto mi induce a profonde riflessioni anche su me stesso.<br />
Intanto solidarizzo con il blogger per quanto riguarda la sua condizione esistenziale di difficoltà, in cui  trova un riflesso la mia.<br />
Nella mia visione del vita, forse un po’ ingenua, il lavoro è un valore positivo. Affermarsi attraverso di esso è un obiettivo concreto da perseguire.<br />
Nel piacere che si prova di fronte ai risultati ottenuti dal proprio lavoro e nella consapevolezza del suo valore per sé e per gli altri risiede la motivazione di ognuno di noi, la spinta vitale che ci permette di andare “oltre”.<br />
Quando questo presupposto viene a mancare, non rimane altra via d’uscita che andarsene, spostarsi in un luogo in cui le istanze naturali sopra esposte abbiano la possibilità di emergere e realizzarsi.<br />
Occorre riporre le proprie energie e speranze altrove. Ma questo ha un alto costo: significa perdere le proprie radici, i propri affetti, le proprie abitudini. Inventarsi un nuovo se stesso, in un ambiente all’inizio sconosciuto, in una lingua altra…<br />
Io probabilmente non avrò mai l’audacia necessaria per staccarmi dalla famiglia, recidere il cordone ombelicale e varcare la frontiera, ma sento una grande affinità con coloro che hanno avuto, hanno e avranno questo coraggio. Mi sento vicino a chi si trova a vivere in una terra che non è la sua, nella condizione di “straniero”. Forse perché anch’io mi sento in parte “straniero” pur trovandomi in un luogo che è “mio”. Con il termine “straniero” intendo diverso dagli altri, estraneo. In fondo lo straniero è di nessun luogo, di ogni luogo, cittadino del mondo. Non appartiene più alla sua patria e nemmeno al nuovo paese di residenza. E’ e resterà sempre un “ibrido” anche se riuscirà ad integrarsi perfettamente nella nuova realtà. E’ questa la percezione che ho di me stesso.<br />
Voglio concludere con una frase tratta dal saggio di Julia Kristeva “Stranieri a se stessi” (che consiglio a tutti): “Gli amici dello straniero, […], non potranno che essere coloro i quali si sentono stranieri a se stessi.”</p>
<p>Mi sento di dire in amicizia</p>
<p>Jerry</p>
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	<item>
		<title>By: Mario</title>
		<link>http://mmi.medianima.com/2006/01/06/emigranti-di-tutto-il-mondo-unitevi/comment-page-1/#comment-4</link>
		<dc:creator><![CDATA[Mario]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2006 11:51:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ciao Edy,
sono qui con Giovanna, mentre ci assaporiamo un buon piatto di pennette con la zucca.
Ci fa&#039; piacere che ci ricordi ancora.
La tua mancanza si sente e non solo perche&#039; non ti lavavi (scherzo).
Sicuramente sei tra le poche persone sane che conosciamo, ed il fatto che condividiamo pienamente il tuo scritto ne e&#039; la prova.
Il mistero della saggezza cessarola (pochi minuti di seduta e poi &quot;fuori&quot; i pensieri migliori) e quello della curiosa deformazione temporale che descrivi, dovrebbero essere studiate scientificamente.
Nelle tue parole ritrovo molte delle senzazioni che ci accompagnano nel lavoro tutti i giorni.
Noi purtroppo siamo dovuti scendere a dei compromessi, avere un figlio piccolo fa&#039; molta differenza.
Forse ne esco giulivo (ma incaz..) solo perche&#039; ho una grande moglie ed il piccolo Raffaele (che ancora non ci fa&#039; riposare molto).
Al momento e&#039; la famiglia che riesce a trascinarci nel lavorare in certe condizioni e a far finta di non vedere e non sentire.
Certo che e&#039; maledettamente frustrante.
Ora il fatto che anche tu hai riscontrato simili senzazioni, ci fa&#039; sentire un po&#039; piu&#039; normali (mal comune, mezzo gaudio)
Noi ci sentiamo ancora forti e vivaci per intraprendere nuove strade e non e&#039; detto che cio&#039; non possa avvenire,

buon anno a tutti,
Mario e Giovanna]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Edy,<br />
sono qui con Giovanna, mentre ci assaporiamo un buon piatto di pennette con la zucca.<br />
Ci fa&#8217; piacere che ci ricordi ancora.<br />
La tua mancanza si sente e non solo perche&#8217; non ti lavavi (scherzo).<br />
Sicuramente sei tra le poche persone sane che conosciamo, ed il fatto che condividiamo pienamente il tuo scritto ne e&#8217; la prova.<br />
Il mistero della saggezza cessarola (pochi minuti di seduta e poi &#8220;fuori&#8221; i pensieri migliori) e quello della curiosa deformazione temporale che descrivi, dovrebbero essere studiate scientificamente.<br />
Nelle tue parole ritrovo molte delle senzazioni che ci accompagnano nel lavoro tutti i giorni.<br />
Noi purtroppo siamo dovuti scendere a dei compromessi, avere un figlio piccolo fa&#8217; molta differenza.<br />
Forse ne esco giulivo (ma incaz..) solo perche&#8217; ho una grande moglie ed il piccolo Raffaele (che ancora non ci fa&#8217; riposare molto).<br />
Al momento e&#8217; la famiglia che riesce a trascinarci nel lavorare in certe condizioni e a far finta di non vedere e non sentire.<br />
Certo che e&#8217; maledettamente frustrante.<br />
Ora il fatto che anche tu hai riscontrato simili senzazioni, ci fa&#8217; sentire un po&#8217; piu&#8217; normali (mal comune, mezzo gaudio)<br />
Noi ci sentiamo ancora forti e vivaci per intraprendere nuove strade e non e&#8217; detto che cio&#8217; non possa avvenire,</p>
<p>buon anno a tutti,<br />
Mario e Giovanna</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Michael</title>
		<link>http://mmi.medianima.com/2006/01/06/emigranti-di-tutto-il-mondo-unitevi/comment-page-1/#comment-3</link>
		<dc:creator><![CDATA[Michael]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jan 2006 01:13:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[salve,

bonus vir semper tiro.

in memoriam 8-)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>salve,</p>
<p>bonus vir semper tiro.</p>
<p>in memoriam <img src="http://mmi.medianima.com/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif" alt="8-)" class="wp-smiley" /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Jens</title>
		<link>http://mmi.medianima.com/2006/01/06/emigranti-di-tutto-il-mondo-unitevi/comment-page-1/#comment-2</link>
		<dc:creator><![CDATA[Jens]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2006 11:00:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ti amo, Edgar! Saluti a Anja. CU 2006.

Abbraccio,
/jens]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ti amo, Edgar! Saluti a Anja. CU 2006.</p>
<p>Abbraccio,<br />
/jens</p>
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	</item>
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